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Ponte di Piave, la denuncia di una madre: "Hanno rubato i doni sulla tomba di mio figlio"

Ponte di Piave. L’appello di Emanuela, mamma di Enrico Gaggion, morto a 18 anni: «Azioni malvagie fatte contro di me» 

PONTE DI PIAVE. «So chi siete, smettetela di mancare di rispetto alla memoria di Enrico». Questa la denuncia di Emanuela Paro, madre di Enrico Gaggion, il ragazzo morto tragicamente, all'età di 18 anni, nel marzo del 2015 a Levada di Ponte di Piave. Rabbia e disgusto sono i sentimenti provati da Emanuela, che periodicamente, vede sparire dalla tomba del figlio,nel cimitero di Ponte, non solo i fiori, ma anche i piccoli monili ed oggetti portati da lei, dalla ragazza e dagli amici di Enrico. Un'azione bieca, quella di rubare nei cimiteri, che avviene fin troppo spesso nel territorio.

Solitamente i furti prevedono la sparizione di piante e fiori dalle tombe dei defunti, più rari sono gli episodi che colpiscono le tombe di giovani. «Ho denunciato più volte l'episodio, anche da Facebook, chiedendo aiuto ai cittadini di Ponte, di tenere d'occhio la tomba di Enrico - dice mamma Emauela - abito a Jesolo e vengo ogni settimana a trovare il mio Enrico. Da quando hanno iniziato a portare via i doni che gli amici portano a mio figlio, cerco di raccoglierli, tenerli e portarglieli quando posso, almeno per qualche ora.

Ho visto con i miei stessi occhi un uomo che conoscevo che ha cercato di portar via ad Enrico la sciarpa della Juventus, un dono fatto dal club di Negrisia, fortunatamente sono arrivata nel momento giusto per impedirglielo. Chiara, la ragazza di Enrico, gli ha portato la collana che aveva una medaglietta a forma di lupo, regalo di Enrico, sulla sua tomba. L’avevo avvertita che purtroppo c'erano buone possibilità che sparisse, e così è stato». Atti indegni che si ripetono da mesi e che coinvolgono solo la tomba di Enrico. La signora Emanuela aveva chiesto al sindaco Paola Roma se fosse possibile inserire delle telecamere nel cimitero di Ponte, ma a causa dei pochi soldi e di lavori più urgenti da fare nel territorio, il sindaco non ha potuto esaudire a malincuore la richiesta della donna.

«Qui riposa anche una mia amica - l’appello di Emanuela -, venuta a mancare

dopo Enrico. I figli oltre ai fiori le portano degli oggetti, fortunatamente furti di questo genere loro non ne registrano. Questa è un'azione contro di me, per farmi del male. Grazie ad alcune segnalazioni, conosco i nomi degli autori, vi imploro di smetterla».

 

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