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Addio a Egidio Pin reduce di Russia «Piangiamo un eroe»

Il suo racconto della ritirata dal Don sulle riviste e un libro Bet: «Brutto inizio d’anno per Codognè, era un esempio»

CODOGNÈ. Il Comune di Codognè piange Egidio Pin, artigliere classe 1921, ultimo alpino codognese reduce della campagna di Russia, quando faceva parte del Gruppo Conegliano. Una vera istituzione, per il paese, dove fino a poche settimane fa si vedeva ancora girare in bicicletta diretto verso i negozi o per incontrare gli amici. È mancato nella notte di San Silvestro. Era originario di Pianzano. Tempra d’acciaio, era stato uno dei pochi alpini del Coneglianese a salvarsi durante la ritirata del Don. Due anni fa era stato protagonista della festa dei 25 anni della fondazione del Gruppo Alpini di Codognè. «Un mese a piedi, nel gelo, dopo un tratto fatto in treno, dovemmo scendere perché i binari in Russia avevano una larghezza diversa. Mi ricordo il fiume Don ghiacciato, ma i nemici sparavano sul ghiaccio per romperlo e non farci attraversare il fiume… Non c’era da mangiare, molti commilitoni cadevano sulla neve esausti, io li aiutavo a rialzarsi. Quando tornai avevo i piedi congelati, mi mandarono in ospedale a Bologna» aveva raccontato in una recente intervista a Pio Dal Cin. Il suo racconto fi raccolto anche dalla rivista “Focus”. Frammenti di un’esperienza tragica e mai dimenticata. In queste ore tanti piangono “Gidio”. Ieri lo ha voluto ricordare anche il sindaco Roberto Bet con un post su Facebook: «L’anno inizia con una triste notizia: Egidio rimarrà per sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi. Un simbolo di quella straordinaria normalità, di indescrivibile saggezza e di buon senso. Un uomo che ha vissuto la peggiore delle esperienze, la guerra, e con grandissimo coraggio e dignità non si è mai perso d’animo, rendendoci orgogliosi della sua presenza e della sua vita. Grazie per l esempio che hai dato è continuerai a dare. Pensando a te e alle difficoltà che hai superato ci sentiremo tutti più forti. Riposa in pace caro Egidio, sono onorato di averti conosciuto!». L’altro reduce di Russia codognese, il caporalmaggiore Evaristo Barazza, classe 1921, si era spento un anno fa. «Due amici, due compaesani che hanno condiviso lo stesso destino e oggi ci rendono orgogliosi di averli conosciuti – li ricorda Pio Dal Cin, che ne parla anche nel suo libro “Codognè. Cuore veneto” – orgogliosi di aver imparato da loro che cosa significa non arrendersi di fronte alle difficoltà e a combattere fino all'ultimo
respiro. Resta la soddisfazione di aver avuto il privilegio e la fortuna di averli conosciuti entrambi e di poter condividere le loro parole con le nuove generazioni forse un po' troppo distratte». I funerali saranno celebrati domani alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Cimavilla.

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