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«Niente piro? Merito dei cittadini»

Il comitato di Gaiarine esulta. Intanto la Cortus costruirà un impianto in Svezia

GAIARINE. «Il merito va ai cittadini che hanno sostenuto la nostra battaglia, firmato la petizione, partecipato ad incontri e consigli comunali. L’attenzione va tenuta sempre alta»: così il Comitato no piro Gaiarine esulta per la decisione della giunta regionale di non autorizzare i pirogassificatori, tra i quali quello di Campomolino. «Era un atto dovuto quello della giunta regionale, dopo che in tal senso si erano espresse la commissione regionale e la conferenza dei servizi – evidenzia Renzo Rizzon, uno dei promotori e anima del Comitato no piro Gaiarine - bisogna però attendere ancora 60 giorni perché non ci siano eventuali ricorsi. Dispiace constatare che qualcuno adesso salga sul carro dei vincitori, quando sono stati il comitato e i cittadini i veri protagonisti. Merito va anche ai gruppi di minoranza».

Era stato proprio un gruppo di gaiarinesi, partecipando agli incontri sul progetto del “piro” a Paese, nel gennaio 2016, a scoprire che esisteva un progetto analogo per Gaiarine, tra l’altro a ridosso del bosco Zacchi, area tutelata. Insieme al comitato la questione era stata sollevata dai gruppi di minoranza Esserci, Insieme bene Comune e Uniti per Gaiarine. In paese sono state raccolte migliaia di firme, l’amministrazione del sindaco Mario Cappellotto ha costituito una commissione di tecnici e l’intero consiglio comunale si è opposto all’opera. «Nella nostra Regione sono stati autorizzati molti impianti sia “grandi” che “piccoli” e non essendo purtroppo terminata la corsa agli alti incentivi erogati per gli impianti a biomasse molti sono ancora quelli in attesa – è il messaggio natalizio del Comitato no piro Gaiarine - nell’augurarvi buone feste vi invitiamo a non abbassare la guardia e ad essere pronti a sostenere gli altri comitati (come ad esempio ad Orsago, ndr), associazioni e semplici cittadini che si battono per salvaguardia dell’ambiente e della salute». Intanto l’impianto a biomassa si costruirà, non a Gaiarine ma in Svezia. Cortus Energy, la società svedese promotrice di quello che doveva essere l’impianto di Campomolino, prosegue nel suo progetto e nelle scorse settimane ha dato il via ai lavori per realizzare il “Woodroll”, nello stabilimento della Hoganas AB, la multinazionale più grande al mondo nella produzione di metalli in polvere. La società multinazionale Cortus appare aver abbandonato da tempo i progetti italiani, praticamente da oltre un anno. Si è diretta verso il mercato giapponese e poi quello Usa con il "Mariposa biomass project". Il cantiere
per il primo impianto è partito a novembre in Svezia, entro metà 2018 sarà attivato e dal 2019 produrrà energia rinnovabile. La multinazionale Cortus annuncia così che nello stabilimento di Hoganas saranno ridotte le emissioni di Co2, 10 mila tonnellate in meno all’anno. (di.b.)

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