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Incidente, migliorano le condizioni di Nadia

Conscio. Viaggiava in scooter con il marito, deceduto nello scontro di venerdì in Strada Ovest

MOGLIANO. Dopo la tragica morte di Edy Ganassin, sono ore di apprensione tra Mogliano e Preganziol per la sorte della moglie Nadia Zuliani. La donna, con il marito, si trovava a bordo dello scooter di grossa cilindrata che venerdì pomeriggio, poco dopo le 15, viaggiando in viale della repubblica a Treviso, si è scontrato frontalmente con una Toyota Yaris, che si trovava in quel momento ferma in centro strada. L’impatto con il veicolo, che nella manovra di svolta a sinistra si era fermato per lasciare la precedenza a un ciclista, è stato violento: la donna è stata sbalzata di 5 metri, riportando fratture alle costole e al bacino; per il conducente dello scooter, non c’è stato nulla da fare. Il corpo di Ganassin ha impattato violentemente sul manubrio, sfondandolo, e si è accasciato a terra in fin di vita. L’uomo, 65 anni, originario di Udine, all’arrivo dei soccorsi era già deceduto. Per Nadia Zuliani, originaria di Mogliano, i medici sono più ottimisti: «Non è in pericolo di vita» racconta il fratello Giancarlo «ma non so ancora se sia vigile o sedata e se sia a conoscenza dell’accaduto». Sbalzata dallo scooter, è finita addosso alla bicicletta di un nigeriano che stava procedendo vicino al ciglio della strada, facendolo cadere nel fosso. La complessa dinamica è stata ripresa dalle telecamere del sistema di controllo della viabilità. In attesa degli inevitabili passaggi giudiziari, con l’apertura di un fascicolo a carico della sessantenne trevigiana alla guida della Yaris per omicidio stradale, i famigliari di Ganassin attendono dai magistrati il nulla osta per il funerale. L’uomo, con la moglie, risiedeva nel comune di Casier in via Conscio. Venerdì sera, all’ora di cena circa, i carabinieri di Mogliano, hanno annunciato la sua tragica morte al figlio Nicola, residente a Frescada. Edy Ganassin, 65 anni, era in pensione dopo aver lavorato come saldatore alla carrozzeria Scanferlato di Quinto. «Una brava persona: siamo davvero colpiti» commenta un vicino di casa. «L’avevo visto e salutato la mattina stessa dell’incidente» racconta il cognato Giancarlo Zuliani «era passato di qua con mia sorella per salutare». Anche la donna, come il marito, da alcuni anni si stava godendo la pensione, dopo aver lavorato alla
Segafredo, a Conscio. La notizia dell’incidente ha fatto il giro dei familiari: sono in molti della famiglia Zuliani, originaria di Bonisiolo, a pregare perchè la donna sopravvissuta all’incidente si riprenda e riesca a superare il tremendo shock. (m.m.)

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