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I vestiti indossati da Sofiya l’ultima bugia di Pascal

Il 50enne aveva detto che la donna aveva abiti per un’uscita serale con le amiche Quando è stata trovata nel burrone aveva invece un abbigliamento da casa

Giallo di Cornuda, i carabinieri nel luogo dove è stato trovato il cadavere di Sofiya TREVISO. La chiave del giallo di Cornuda è rinchiusa nelle memorie dei cinque computer trovati nella villetta di via Jona dove Sofiya Melnyk, l’avvenente ucraina ammazzata e gettata in un dirupo ai piedi del massiccio del Grappa, condivideva lo stesso tetto con Pascal Daniel Albanese, il cinquantenne trovato impiccato 11 giorni dopo la scomparsa della donna. Ne sono convinti gli investigatori e ne è sicuro anche il legale della famiglia Melnyk, l’avvocato Francesco Zacheo, che tutela la madre di Sofiya. Oggi, giovedì 28 dicembre, l'autopsia sul corpo della donna. L'ARTICOLO (VIDEO MACCA)

CORNUDA. I vestiti di Sofiya smentiscono Pascal. Interrogato dai carabinieri sull’abbigliamento indossato dalla bella ucraina durante l’ultimo loro incontro, l’uomo aveva detto che era vestita in modo elegante perché aveva in programma un’uscita con le amiche a Treviso. Così invece non poteva essere. Gli abiti indossati da Sofiya Melnyk il suo ultimo giorno di vita erano invece più da casa che da sera, non certo quelli che la donna avrebbe indossato se fosse uscita per incontrare le amiche. Per gli inquirenti quello di Pascal non è un semplice errore, ma si tratta di un tentativo di allontanare i sospetti da sé.

Giallo di Cornuda, il corpo di Sofiya ritrovato la Vigilia di Natale Sofiya è sparita da due giorni quando lo scorso 17 novembre si incontrano, all’interno di una caserma dei carabinieri, i tre uomini che, in quel momento, stanno frequentando l’interprete ucraina. Oltre a Pascal Daniel Albanese, il 50enne trovato morto domenica 26 novembre nella sua villetta a Cornuda, ci sono anche un geologo emiliano e un medico di Treviso. La svolta arriva il 24 dicembre quando viene ritrovato il copro di Sofiya. L'articolo


I sospetti ormai sembrano tutti convergere sul cinquantenne che abitava con Sofiya in via Jona a Cornuda. Quella sui vestiti non è considerata una discrepanza, ma uno dei tasselli fondamentali per mettere a posto questo complicato puzzle. Ai carabinieri Pascal aveva infatti detto di aver visto per l’ultima volta Sofiya a casa loro prima che lei uscisse per andare ad incontrare delle amiche a Treviso. Per questo, secondo il cinquantenne, la donna era vestita in maniera elegante. In questo modo allontana da sé i sospetti facendo ipotizzare che la morte sia avvenuta durante quell’uscita. La verità però sembra essere ben diversa. Secondo gli investigatori i vestiti indossati dall’ucraina, quando è stata trovata nel bosco del terzo tornante della statale Cadorna che collega il centro di Romano d’Ezzelino a Cima Grappa, non erano quelli per un’uscita serale.
Il giallo di Cornuda: il Ris nella villetta dove si è impiccato Pascal CORNUDA. I carabinieri del Reparto di Investigazioni Scientifiche (Ris) di Parma hanno setacciato palmo a palmo la villetta diPascal Daniel Albanese, il cinquantenne trovato morto il 26 novembre scorso nella casa. Al civico 15 di via Jona, dove Albanese viveva con la compagna Sofiya Melnik, scomparsa dieci giorni prima, il 15 novembre i Ris sono arrivati a metà mattinata e ne sono usciti solo a sera. In casa avrebbero trovato anche quattro computer, che sono stati sequestrati.«Ci sono vari elementi che hanno destato interesse - ha spiegato l'avvocato Chiara Rinaldi - tra questi i personal computer che chiederemo vengano periziati». (VIDEO MACCA) l'articolo


A questo punto il sospetto è che il pestaggio sia avvenuto in un qualche momento prima che la donna si preparasse per il suo incontro serale. Ma perché allora Pascal ha mentito? Le risposte potranno arrivare soprattutto dalle analisi che gli uomini del Ris che stanno analizzando l’auto di Pascal e di Sofiya. Di certo l’atteggiamento del cinquantenne ha sollevato molti dubbi: non ha denunciato la scomparsa di Sofiya; ha tranquillizzato lui stesso la persona che Sofiya stava frequentando e che aveva chiamato a casa di Pascal per sapere come mai la donna non rispondesse al telefono; secondo quanto riferito da una vicina ha lungamente lavato l’auto in garage nei giorni seguenti la sparizione della donna.

È stato infine Pascal a inviare, la sera della scomparsa delle donna, un sms dal telefono di Sofiya a quello del medico Placido Maugeri disdicendo l’appuntamento che i due amanti avevano per la cena? «Una delle mie amiche ha avuto una crisi e devo correre da lei», era il testo del messaggio. Parole che né le amiche di Sofiya né Maugeri hanno considerato fossero della donna. Di fatto l’ultimo segnale dal cellulare della 43enne ucraina, sparito dalle celle e mai ritrovato.

Giorgio Barbieri
 

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