Quotidiani locali

Gabriella, cocktail post-mortem nell’epitaffio per la nobildonna

Maccaferri d’Este, scrittrice e pittrice, era stata segretaria della direzione in Montedison Uno scritto della nipote Federica immagina per lei (e descrive) un’accoglienza consona nell’aldilà

MOGLIANO. «Come d’incanto, tra le coperte, la sua anima si leva e vola in luoghi più ameni». In omaggio alla sua grande passione e al temperamento gioviale, la morte di Gabriella Maccaferri d’Este, viene descritta con suggestione letteraria. All’età di 84 anni la scrittrice moglianese se ne è andata nel sonno, venerdì pomeriggio, nella sua casa di Marocco, in via Martiri di Belfiore, dove conviveva con la cugina. Nata da una famiglia nobile del ferrarese, Gabriella Maccaferri si è distinta per il suo impegno filantropico nell’associazionismo culturale e per la prolifica produzione letteraria, soprattutto racconti. Una decina le pubblicazioni a sua firma tra il ‘98 e il 2016. Faceva parte dell’associazione Amici delle Arti di Mestre e degli Amici della Musica Toti dal Monte di Mogliano. «Grande donna, da ultimo anche scrittrice e pittrice» è il ricordo scritto per lei dalla nipote, l’avvocato Federica Formentin «Amata da molti perché ogni occasione era buona per farsi due risate e prendere in giro la beffa stessa della vita. Bella, simpatica, mente fine ma soprattutto libera da ogni schema e pregiudizio». Era figlia della nobildonna ferrarese Maria Poppi e del conterraneo musicista (nonché in seguito insegnante e direttore della Banda dell’Istituto Berna di Mestre) Giuseppe Maccaferri. I due si trasferirono nel veneziano dopo alcune difficoltà economiche legate alla crisi del ‘29. Nel 1951 a 18 anni, Gabriella Maccaferri si diplomò all’Istituto “Bandiera e Moro” (oggi Luzzati di Mestre) e iniziò la sua carriera alla Vetrocoke Azotati. Fu segretaria della direzione alla Montedison e infine assunse un incarico nella Biblioteca del Centro Ricerche dello stabilimento. Negli anni ‘80, dopo la pensione, lavorò come volontaria nella biblioteca comunale di Mogliano e dell’Astori, dove curò la catalogazione dei libri antichi (dal ‘400 all’‘800) giunti dal Monastero di Cison di Valmarino. In onore al temperamento della defunta l’epitaffio è un po’ sui generis. Si immagina il suo arrivo nell’aldilà con un “cocktail di benvenuto”: «Amici miei, oggi acclamiamo tra noi l’arrivo tanto atteso della bellissima Gabriella Maccaferri» è il dialogo immaginario «Gabriella, qualche parola per gli amici e per i tuoi devotissimi che sono qui presenti o sintonizzati?» questa la verosimile risposta della defunta: «Carissimi, per l’occasione e per la modestia (che fortuna vuole, non mi ha mai accarezzata!) mi citerò: “Anch’io oggi, nel ricordare, nel pensare, nel rimpiangere, nel gioire, voglio gridare a gran voce quanto grande è stata la mia casa, quanto grande è stata la mia famiglia, quanto grande è stata
la mia città, quanto grandi sono stati i miei amici e quanta gioia e gratitudine conservo per tutto quello che ho ricevuto”». Ipse dixit. I funerali della donna si svolgeranno nella chiesa di Marocco venerdì 5 gennaio, alle ore 15.

Matteo Marcon

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon