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Plastica nella brioche, lotto ritirato

Corpo estraneo nei croissant prodotti da Fraccaro per i negozi Ecor-NaturaSì

Un pezzo di plastica dentro un croissant di Ecor-NaturaSì. Un consumatore lo ha trovato due giorni fa, per fortuna prima di ingerirlo, e ha segnalato l’episodio al noto gruppo di prodotti biologici, che ha provveduto a ritirare immediatamente dal mercato migliaia di confezioni di brioches con farina integrale vuote, e al ripieno di albicocca (sulla confezione si legge “Brioches all’albicocca con farina integrale”).

Pare che il pezzo di plastica si sia staccato da una fotocellula della linea produttiva di Fraccaro Spumadoro Spa, l’azienda di Castelfranco che produce le brioches a marchio Ecor (azienda di San Vendemiano, titolare Fabio Brescacin) per i supermercati NaturaSì. È possibile che frammenti dello stesso oggetto siano finiti nell’impasto di altri prodotti della stessa linea, per questo le due aziende hanno affisso un avviso all’interno dei punti vendita in cui si raccomanda agli acquirenti «di controllare le scorte in casa e di non consumare il prodotto suddetto, ma di restituirlo al proprio negoziante che provvederà a sostituirlo o rimborsarlo oltre che a chiarire eventuali dubbi».

Non è la prima volta che, per motivi precauzionali, Ecor ritira dal mercato alcuni prodotti. Pochi giorni fa, a inizio dicembre, era toccato alle “Potato Chips”, patatine salate all’interno delle quali erano finiti, chissà come, «frammenti di radici di natura legnosa». Prima ancora, ad agosto, era stato ritirato il pesto alla genovese, a causa della segnalazione di frammenti di vetro nei barattoli. Stavolta il caso ha destato ancora più preoccupazione, perché le merendine Ecor-NaturaSì sono tra i prodotti aziendali più fortunati, e sotto le feste le vendite procedono spedite. L’allarme è stato lanciato, oltre che dall’azienda, da un’associazione di consumatori, lo “Sportello dei Diritti”: «Non è escluso che l’ingerimento del prodotto possa provocare un pericolo per la salute, per questo la popolazione va messa in guardia» spiega il presidente dell’associazione, Giovanni D’Agata. Le brioches “incriminate” hanno data di scadenza 3 marzo, e possono essere riportate al punto vendita in cui sono state acquistate. Dal momento della segnalazione, giovedì, a oggi, non sono arrivate altre denunce di ritrovamenti sospetti, ma i consumatori devono comunque tenere l’attenzione alta.

«Il ritiro è un’azione che mettiamo in atto anche se la probabilità che si ripeta il problema è contenuta» spiega Biagio Calcavecchia, responsabile qualità del gruppo Ecor-NaturaSì, «è stato trovato un pezzo di plastica dura, tagliente. Non abbiamo la certezza che fosse un pezzo unico, per cui abbiamo deciso per il provvedimento che dà più sicurezza al cliente. Nei negozi abbiamo affisso un cartello di avviso nello scaffale in cui si vende il prodotto e alla cassa, quelle brioches si trovano in trecento supermercati e non abbiamo scorte a magazzino, quindi il problema è destinato a rientrare». Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Fraccaro, Luca Fraccaro, nota realtà di Castelfranco che produce dolci e pasticceria. «Il ritiro è stato fatto solo per sentirci tranquilli» spiega il presidente, «dopo la segnalazione di Ecor abbiamo immediatamente controllato la linea di produzione. Ci siamo accorti che in una fotocellula dell’impianto produttivo si era rotta una protezione
di plastica, i cui pezzi potrebbero quindi essere entrati nell’impasto delle brioches. Riteniamo difficile che altri frammenti dello stesso oggetto abbiano fatto lo stesso percorso, ma la cautela in questi casi è massima».

(a.d.p.)

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