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Paese, scontro sulla cava Campagnole

Affollato consiglio comunale, la maggioranza vara la destinazione industriale: «Qui non ci saranno mai nuovi rifiuti»

PAESE. Il tema era scottante. Aveva fatto discutere per settimane Paese e i comuni limitrofi. A dimostrarlo anche (e soprattutto) gli oltre 120 cittadini presenti all'assemblea. La paura che la cava Campagnole di Padernello – attualmente sotto sequestro per il ritrovamento di alcune tonnellate di materiali derivanti da scarti industriali, con frammenti di amianto – potesse diventare un centro di stoccaggio di rifiuti pericolosi era (e per qualcuno resta) importante. E nella partecipata seduta fiume del consiglio comunale riunitosi giovedì sera, per la trattazione - tra gli altri punti all'ordine del giorno - della variante al piano di assetto del territorio riguardante anche la cava Campagnole (che con l'atto di giovedì diventa area industriale), non sono mancate le scintille ed alcuni momenti di tensione.

Quel che ne esce, però, oltre ai 10 voti favorevoli da parte della maggioranza a guida Pietrobon e i 6 contrari di Pd e Cinque Stelle, pare essere chiaro. E passa per la voce del primo cittadino di Paese. «Non esiste alcuna possibilità che nella cava Campagnole possa essere costruito un impianto di trattamento rifiuti», ha dichiarato infatti, come anticipato a poche ore dalla seduta, il sindaco Francesco Pietrobon. Una discussione, quella in villa Giovannina, iniziata da una serie di considerazioni da parte dell'opposizione, con il consigliere capogruppo Pd Mauro Martinelli a sottolineare come il tema poteva «essere trattato in una seduta consiliare a sè stante, vista la questione altamente sensibile, ma allo stesso tempo con più tempo per lo studio della documentazione completa, visto che è arrivata appena una settimana prima della seduta ed in mezzo alle festività». A fargli eco con una serie di domande alla giunta il consigliere democratico Giovanni Cattarozzi, con la questione - che resta aperta - se la Campagnole «sia da considerarsi cava o ex cava, come riportato in tutte le documentazioni» e la consigliera Anna Foffani a chiedere garanzie per la viabilità. Ma il dibattito, aspetti tecnici a parte, è presto finito sulla questione che aveva richiamato alla seduta i moltissimi cittadini.

«Sono inutili gli allarmismi lanciati fuori da quest'aula con volantini e quant'altro» ha tuonato Pietrobon, «non c'è alcuna traccia di quanto prospettato da qualcuno: l'unico rifiuto speciale presente nella cava è rappresentato dai tre frammenti di amianto. Un conto è parlare di 5 mila metri cubi di rifiuti speciali, un conto di 5 mila metri cubi di materiale, tra cui tre frammenti di amianto, documentazione Arpav alla mano. Il 15 gennaio abbiamo indetto una conferenza dei servizi per definire l'iter una volta che
la magistratura avrà dato il proprio via libera e poi, entro il semestre, inseriremo nel piano degli interventi il vincolo che vieterà alla ditta Cosmo Ambiente di fare operazioni legate a qualsiasi trattamento rifiuti».

Alessandro Bozzi Valenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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