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l’analisi 

La manipolazione delle emozioni altrui

Per forze dell'ordine, medici legali e magistrati Sofiya è caso di omicidio quasi risolto, i cui tasselli mancanti verranno chiariti dai cinque PC recuperati nella villetta di Cornuda in cui viveva...

Per forze dell'ordine, medici legali e magistrati Sofiya è caso di omicidio quasi risolto, i cui tasselli mancanti verranno chiariti dai cinque PC recuperati nella villetta di Cornuda in cui viveva col “convivente- cugino” Pascal Albanese, impiccatosi 11 giorni dopo la sua scomparsa e su cui grava la quasi certezza dell'uccisione. Protagonista del “ giallo di Natale “ iniziato a metà novembre è la bellezza di Sofiya : abbagliante, indiscussa, disarmante. Accompagnata da un'energìa vitale, che la rendeva capace di sedurre, conquistare e costringere alla resa le prede della sua vita ma finendo, come in una pena dantesca del contrappasso, col viso incantevole decomposto dai morsi degli animali e degli insetti. Colpisce che nei tanti articoli di giornale di questi giorni la sua morte violenta non sia stata definita femminicidio , né si sia levata inesorabile la voce delle donne per aggiungerla al numero di vittime della violenza maschile. Questa volta paiono i comprimari - un gruppo di uomini in parte svelati dalla stampa, in parte rimasti anonimi ed usciti a vario titolo devastati dal rapporto con Sofiya , a suscitare in larga parte dell'opinione pubblica comprensione e pietà. Dal convivente Pascal, punto fermo nel turbinio della sua vita , che perduto il lavoro si chiude in casa e si fa appendice organizzativa di lei, giocoforza collusiva col bisogno di dipendere economicamente da lei. Tanto da accettare l'umiliazione di assumere per gli amanti della “ sua “ donna un'identità parentale, lacerante per un amore in lui rimasto vivo. Al vedovo di Rimini, che per assicurarsi con i suoi settantanni il godimento dello splendore di lei nei fine settimana le acquista una casa, intestata anche al “cugino”. Sino al medico sessantenne di Treviso, che per lei perde la testa e pensa al matrimonio. Un progetto che attrae la donna, più che per amore forse, per assumere il ruolo sicuro e gratificante di moglie d'un professionista. Finalmente libera dal mondo di bugìe, illusioni, delusioni, divenuto anche per lei una tormentosa prigionìa.

Molte donne in questa storia, conoscendo la forza manipolativa della bellezza, giudicano l'ucraina con la severità mista a disprezzo che si riserva ad una femmina spregiudicata. Una specie di escort, che fa del suo corpo uno strumento di cattura del maschio di potere - tranne del cugino, trattato ormai come parte insignificante di sé - per ottenerne vantaggi materiali e gratificazioni narcisistiche. Altre, in questi mesi di battaglia contro uomini molestatori e assassini, la giustificano ravvisando nella sua assenza di scrupoli incurante del sentire altrui, un comportamento mascolino sempre accettato e mai censurato.

Perchè invece, davanti alla tragica morte di una donna e di un uomo, non iniziare a
riflettere sulla confusività dei ruoli, sul cinismo degli scopi e sulla gelida manipolazione delle emozioni altrui, privandola finalmente di connotazioni di genere? Per ammettere finalmente che nessuno di noi può arrogarsi il diritto di decidere da che parte stia la “cosiddetta “Verità ?

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