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Cavalcavia della paura La protesta dei residenti

A Faè la zona è diventata teatro di abbandono di immondizie e vandalismi Gli abitanti chiedono telecamere, nuovi punti luce e maggiori controlli

ODERZO. «C’è da aver paura a passare di là quando c’è buio». Con quel “di là” la quarantina di persone residenti a Faè si riferiscono a quella parte di via San Vincenzo che mette in collegamento via San Vincenzo con via Comunale di Faè passando sotto il cavalcavia lungo la circonvallazione opitergina. Una zona che i residenti hanno già segnalato, in passato. Là sotto gli abitanti hanno trovato molto spesso rifiuti abbandonati lì da incivili che nessuno è mai riuscito ad indentificare, tanto che qualche tempo fa il comune installò un cartello che vietava l’abbandono di rifiuti nell’area. «Per tutta risposta, smisero di lasciare la spazzatura per terra, ma iniziarono ad infilarla nell’intercapedine dei pilastri del cavalcavia» raccontano alcuni dei residenti. Senza contare che i muri del cavalcavia sono stati imbrattati con la vernice da alcuni ragazzini. Ma se questa sembra più che altro un’innocua bravata, la situazione è andata peggiorando sempre di più durante tutto il 2016: alcune famiglie hanno impedito ai loro bambini di giocare a pallone nel prato sottostante il cavalcavia perché temevano che potessero incappare in incontri indesiderati. I residenti hanno segnalato più volte la situazione anche durante l’ultima campagna elettorale, che ha visto la vittoria della Lega con Maria Scardellato che ha conquistato Ca’ Diedo. «Abbiamo parlato con la sindaca Scardellato durante la campagna elettorale per sensibilizzarla nei confronti di questa problematica» continuano i 40 residenti che dall’estate 2016 hanno deciso di prendere di petto la questione. «Allora ci aveva assicurato che la sua giunta avrebbe preso provvedimenti». E in effetti una discussione sulla questione del cavalcavia di via San Vincenzo pare che ci sia effettivamente stata fra gli assessori di Oderzo. Ma al momento non è chiaro quali saranno le azioni che verranno intraprese dalla giunta per arginare un fenomeno che preoccupa le famiglie che risiedono nella zona di via San Vincenzo: «Il nostro timore è quello per cui un’eventuale installazione di alcune telecamere o di qualche punto luce possa essere vanificato dai vandali» spiega la sindaca Maria Scardellato.
Insomma: una sassaiola potrebbe rendere inutilizzabili le telecamere (che comunque hanno bisogno di un permesso della Prefettura per essere installate) o spegnere le lampadine accese per fare da deterrente almeno contro alcune delle azioni più incivili.

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