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Arcade, barchessa a fuoco, le famiglie in hotel

Arcade all'ex barchessa di villa Cavalieri arriva il cantiere. I tempi perchè le famiglie possano rientrare, visti i danni, si allungano. I nove nuclei familiari hanno trovato sistemazione da parenti o, come in due casi, in un hotel della zona

ARCADE. All'ex barchessa di villa Cavalieri arriva il cantiere. I tempi perchè le famiglie possano rientrare, visti i danni, potrebbero allungarsi. Da ieri, infatti, l'area della struttura che lo scorso 23 dicembre era stata improvvisamente invasa dalle fiamme, è stata recintata.

A mettere in sicurezza l'edificio, con la rimozione delle macerie del tetto, una ditta incaricata dall'Ater - l'agenzia che nella Marca gestisce l'edilizia sovvenzionata e proprietaria dell'immobile - con i danni maggiori, dopo l'incendio, registrati alla copertura ed all'appartamento da cui è scaturito.

Il tutto mentre i nove nuclei familiari che abitavano la barchessa - che oltre ad essere in parte inagibile è sotto sequestro - hanno trovato sistemazione nelle famiglie di parenti o, come in due casi, in un hotel della zona. Proprio i due nuclei temporaneamente ospitati in albergo sono stati spostati nei giorni scorsi in due mini appartamenti situati nel comune di Villorba e la loro sistemazione resta a carico dei servizi sociali di Arcade.

«L'impegno che ci stiamo mettendo per garantire un tetto è enorme e mi dispiace che una delle famiglie coinvolte, tramite dei parenti, abbia avuto da ridire sul nostro operato arrivando addirittura alle minacce» spiega il primo cittadino di Arcade Domenico Presti, «abbiamo preso dei contatti anche con il vicino comune di Nervesa ed ho chiesto pazienza alle famiglie coinvolte.

I lavori sul tetto, purtroppo, compromettono tutto lo stabile ed ora come ora in mano non c'è alcuna tempistica sicura. Quel che è certo che per l'appartamento più danneggiato ci vorranno almeno sei mesi e per questo contiamo di trovare dai comuni vicini delle soluzioni in alloggi Ater».

E nel caso non si trovino abitazioni popolari a breve Presti ha già il piano b. «Se non troveremo una soluzione attraverso il pubblico la cercheremo nel privato, magari con un alloggio ad uso foresteria» spiega infatti il sindaco, «al momento le

cifre sono accessibili per le nostre casse, ma i tempi non potranno prolungarsi ancora. Il nostro obbiettivo resta quello di aiutare alla pari tutti quelli che hanno bisogno. La questione mi ha tolto il sonno e la preoccupazione resta, ma continueremo a fare la nostra parte».
 

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