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Morto investito, gli indagati sono due

Il magistrato dispone autopsia e perizie sulle auto per chiarire la dinamica dell’incidente costato la vita a Gianni Bordin

MONTEBELLUNA. Sono due gli indagati per omicidio stradale per l’investimento mortale, avvenuto l’altra sera in via Feltrina Nord a Biadene, del 63enne Gianni Bordin.

Il pubblico ministero Davide Romanelli ha indagato infatti sia la conducente della Fiat 500, sia il giovane che era alla guida della Fiat Punto. Si tratta di Cristina Romero Tejeda, una 46enne di origine dominicana residente a Crocetta, che era alla guida della Fiat 500, e di Luca Marsura, 33enne nativo di Montebelluna ma domiciliato a Cernusco sul Naviglio. Il magistrato ha anche disposto due accertamenti tecnici non ripetibili: uno è l’autopsia sulla salma di Gianni Bordin, che sarà affidata al dottor Antonello Cirnelli, l’altro sarà una perizia tecnica sulle auto il cui incarico sarà affidato il 2 gennaio. Era di difficile comprensione infatti la dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita l’uomo mentre attraversava via Feltrina Nord sul passaggio pedonale, visto che il corpo è finito ai margini della carreggiata dopo l’investimento, ma una scarpa e il telefonino erano invece dalla parte opposta. E quando è avvenuto l’investimento le due macchine si stavano incrociando e quindi sarà compito del perito accertare se è stato toccato da una e centrato dell’altra o se la dinamica è diversa. E in attesa che venga fatta l’autopsia non è ancora stato rilasciato il nulla osta per i funerali.

Gianni Bordin era originario di Fanzolo di Vedelago, aveva vissuto fin dalla nascita lì, dove di professione faceva l’imbianchino, poi la separazione dalla moglie e una decina di anni fa se n’era andato dal paese e abitava a Pederiva, frazione di Montebelluna. Non lontano da casa ha trovato l’altra sera la morte, mentre a piedi attraversava la strada.

È stato il secondo investimento di un pedone in città: un paio d’ore prima, infatti, c’era stato, in corso Mazzini quello di C.V., 57enne guardia venatoria della Provincia che, uscito dal tabacchino dove era andato a prendere le sigarette, aveva poi attraversato la strada, questa volta non sulle strisce pedonali, ed era stato investito da una Renault Megane condotta da un volpaghese. Ha riportato un grave trauma cranico ed è sempre in gravi condizioni, ricoverato in prognosi riservata nella rianimazione dell’ospedale San Valentino.

Due investimenti di pedoni nel giro di un paio d’ore in città sono tali da far scattare un campanello d’allarme sulla sicurezza. «Però non ci sono strumenti tecnologici che consentano di evitare drammi come questi – fa notare il sindaco Marzio Favero – in un caso c’è stato l’attraversamento in diagonale della strada senza raggiungere il passaggio pedonale, nell’altro caso l’investimento è avvenuto su un passaggio pedonale che è ben visibile. La questione è che tutti dobbiamo avere comportamenti più prudenti sulle strade. Purtroppo tutti vanno troppo di fretta e tanti
comportamenti sono pericolosi. Ho visto un’anziana che sbandava alla guida della macchina perché stava componendo un messaggino o un numero al telefonino mentre guidava, come ci sono persone che vanno contromano nei sensi unici per non fare 50 metri in più».

Enzo Favero

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