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Fusione tra i Comuni, avanti piano piano

Il sindaco di Fregona propone, Sarmede apre, Cappella Maggiore pensa all’unione dei servizi

FREGONA . Prove di fusione tra i comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore. Il sasso lo ha lanciato nei giorni scorsi il sindaco di Fregona.

«È arrivato il momento di iniziare un percorso di fusione con i comuni limitrofi, quali Cappella Maggiore e Sarmede», aveva detto Laura Buso, consapevole delle possibili reazioni.

«Sarà il futuro per le piccole realtà come le nostre», le ha fatto eco il collega di Sarmede, Larry Pizzol. «Se vogliamo ottimizzare le poche risorse dobbiamo metterci tutti insieme». «La fusione porterebbe a contare su risorse umane ed economiche che ora non abbiamo», conferma Buso.

«I vantaggi economici sarebbero enormi. Oltre al fatto che in questo modo ci sarebbe la capacità di assunzione».

«Sarei più disponibile a un'unione di servizi e successivamente arrivare alla fusione», fa sapere Vincenzo Traetta, sindaco di Cappella Maggiore. «Il percorso di fusione va costruito dopo aver visto se con l'unione dei servizi c'è sintonia tra le parti. Fare una fusione immediatamente non è un percorso scontato, né facile». «La fusione non deve essere vista come una questione di opportunità», avverte Pizzol.

«È un concetto che va condiviso prima con la cittadinanza. Bisogna garantire i servizi decentrati, non concentrare tutto da una parte a discapito di altre. Va studiata bene, anche rispetto alla mobilità».

La fusione dei tre comuni è stata oggetto di una tesi di laurea da parte di una cittadina di
Sarmede. «I dati sono confortanti», dice Pizzol, «come bacino sarebbe ottimale, intorno agli 11 mila abitanti. Per qualche anno arriverebbero anche i contributi straordinari, poi però occorrerà razionalizzare le spese e andare avanti con le proprie gambe».

Francesca Gallo

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