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Telecamere spente in città, l’ira di Fasan «E la sicurezza?»

Bastanzetti in sopralluogo «scopre» che molti occhi sono inattivi, la Lega presenta un’interrogazione

VITTORIO VENETO. Troppe telecamere spente, a rischio la sicurezza. E’ il timore di Bruno Fasan, capogruppo della Lega Nord, intenzionato a presentare un’interrogazione al sindaco Roberto Tonon per conoscere quanti sono i siti della video sorveglianza in città a parte del Comune e quanti di questi sono disattivati. Infatti il “Comitato Sac, Società ambiente e cultura” sta verificando di sera in sera quali sono gli impianti attivi e quali no ed ha scoperto che, ad esempio, non funziona l’occhio elettronico posizionato presso la stazione ferroviaria, uno dei luoghi più sensibili dal punto di vista della sicurezza in città, oltre che uno dei più appartati. Spenta anche la videocamera davanti all’ospedale di Costa, altro snodo nevralgico di Vittorio Veneto. Lo stretto di Salsa, invece, è sorvegliato nel modo più adeguato. Così pure la rotonda di via Celante, nei pressi dell’ex comando del I° Fod, quindi all’ingresso della città. Michele Bastanzetti, l’eclettico fondatore del ‘Sac’ passerà in rassegna, nelle prossime sere, gli alti punti di ripresa, continuando con quelli più importanti sul piano della percezione della sicurezza in città. "Non vorrei che i male intenzionati cogliessero l’opportunità di qualche videocamera chiusa, in piazze o lungo strade a portata di furti, per approfittare. E’ meglio prevenire". A Vittorio Veneto la video sorveglianza è operativa – o dovrebbe esserlo - in piazza del Popolo, addirittura con una strumentazione raddoppiata, a Villa Croze, all’ex Flaming, in area Fenderl, presso lo stazione ferroviaria, in piazza Minuccio Minucci a Serravalle, in via Divisione Nino Nannetti, al piazzale delle corriere, presso la rotonda di via Girolamo Celante, in via Virgilio, al parco di via Giuseppe Toniolo, alla rotonda ospedale di Costa, al portale via Francesco Petrarca, a porta Cadore, in piazza Giovanni Paolo I a Ceneda e in piazza Fiume a San Giacomo. La polizia locale dispone poi di telecamere mobili per tenere sotto controllo le situazioni di emergenza. Il vicesindaco Alessandro Turchetto assicura che il servizio di videosorveglianza ha una manutenzione costante, per cui la disattivazione degli impianti ha il carattere dell’eccezionalità. Vittorio veneto, per la verità, è una delle città più dotate di una fitta rete di telecamere che controllano i punti caldi dell’ambiente urbano, alcune di queste sono anche in grado di leggere le targhe delle auto in transito. Il progetto di potenziamento è stato portato avanti insieme a quello di Tarzo e di Revine; i tre Comuni, infatti, beneficiano di un comando
unico di Polizia locale. "Il fatto è che dal territorio – testimonia il capogruppo Fasan – continuano ad arrivare segnalazioni di viva preoccupazione proprio perché gli occhi elettronici sembrano non vedere. Di notte, infatti, è facile individuare se sono vigili o meno". (f.d.m.)

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