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«Quella barchessa inadatta a ospitare case popolari»

Arcade, 9 famiglie trasferite da parenti o in albergo dopo il rogo a villa Cavalieri Abbraccio tra l’anziana salvata e il sindaco Presti. Che accusa la vecchia giunta

ARCADE. L’incendio scoppiato nel tardo pomeriggio del 23 dicembre nell’ex barchessa di villa Cavalieri, che da una ventina d’anni ospita alloggi popolari, oggi sotto i sigilli della magistratura per il rogo, se da un lato ha scosso gli animi delle nove famiglie evacuate, dall’altro innesca la polemica sulla vecchia scelta amministrativa della giunta Boscarato, tra il 1999 e il 2000, di vendere all’Ater la barchessa, annessa all’attuale municipio. «È stata una decisione che abbiamo sempre osteggiato, la soluzione andava trovata in un'altra area del Comune», dice l’attuale primo cittadino Domenico Presti, «L'immobile non andava adibito a uso abitativo, semmai poteva essere una sede per gruppi e associazioni. La conformazione dell’edificio, con l'importante presenza di legno e il tetto ventilato, ha aiutato il divampare delle fiamme». L’incendio dell’antivigilia, scoppiato intorno alle 18 all'interno di uno degli appartamenti al primo piano, ha visto il lavoro di numerose squadre dei vigili del fuoco fino a notte inoltrata. Momenti particolari quelli dell’evacuazione delle famiglie alloggiate, che hanno visto il sindaco Presti impegnato in prima persona: il suo intervento si è rivelato fondamentale per il salvataggio di una 70enne con problemi di salute, che non si era accorta delle fiamme. È stato infatti Presti ad accorgersi che all’appello, quando da più di mezz’ora tutti gli altri residenti erano usciti dalle abitazioni, mancava l’anziana, dando così il via a una serie di telefonate ai parenti, quindi all’intervento dei vigili del fuoco, che a forza di bussare alla porta si sono visti aprire dalla signora, che si era appena svegliata. «Non mi sento un salvatore, ho semplicemente fatto il mio dovere», dice Presti, «e pensare che, inizialmente, quel giorno dovevo essere fuori paese. Ma evidentemente era destino rimanessi qui. Se ripenso a quegli attimi ho i brividi». E l’emozione c’è stata anche il giorno dopo l’incendio, la vigilia di Natale, quando in mattinata i residenti della barchessa sono stati chiamati per recuperare effetti personali. In quel frangente, l’abbraccio tra l’anziana e il sindaco: «Nella sua semplicità mi ha ringraziato, facendomi commuovere. Vanno lodati però i vigili del fuoco: sono stati straordinari». Due nuclei, al momento, restano ospitati in un albergo della zona («Hanno passato lì anche il Natale,
abbiamo garantito loro un pasto decente») mentre le altre famiglie sono da parenti. Il tutto in attesa del vertice di oggi tra Comune e Ater per stabilire, di pari passo con l’iter investigativo, il futuro dell’immobile.

Alessandro Bozzi Valenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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