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Poca uva e sempre più costosa, i produttori di prosecco: «Lavoriamo in perdita»

La vendemmia 2017 a Treviso e nella Marca è più cara del 27,5 per cento rispetto al 2016, c’è scarsità di prodotto

TREVISO. Mai così poca e mai così cara, l’uva nella Marca: le quotazioni della vendemmia 2017 mostrano crescite esponenziali. E anche il valore dei vini, secondo gli ultimi dati della Borsa Merci della Camera di Commercio, continua a salire, a causa di una vendemmia (quella di quest’anno) segnata da un consistente calo della produzione. Per molte aziende imbottigliatrici della Docg prosecco inizia a essere un problema: «Ci è capitato di lavorare in perdita» sussurra qualcuno, «perché paghiamo il vino più del prezzo finale delle nostre bottiglie». E la tensione sui prezzi dell’uva diventa la sfida su cui si giocherà il futuro del prosecco.

Una tensione collegata al drastico calo dell’offerta in termini di uva. Problema presente già nel 2016 ma accentuatosi quest’anno, con le gelate primaverili, la siccità estiva, le temperature torride, la grandine che ha flagellato la denominazione. In media, il prezzo delle uve venete si è alzato del 22,6 per cento rispetto all’anno scorso (prosecco, ma non solo). Treviso è tra le province con i rincari maggiori: l’uva raccolta si attesta a 1,06 euro al chilo, la più cara del Veneto, più cara del 27,5 per cento rispetto al 2016. I rincari più importanti, manco a dirlo, sono quelli delle uve Glera, il vitigno destinato alla produzione di prosecco. Rispetto al 2016, il Cartizze Docg cresce del 16 per cento, il Conegliano Valdobbiadene Docg del 18,3 per cento, il Prosecco Doc del 24,4. La Glera atta alla produzione di prosecco Doc è salita anche a Padova, del 12,2 per cento nell’ultimo anno. E per quanto riguarda i prezzi del vino “base” la situazione non cambia. La Borsa merci (ultimi dati disponibili, relativi ai giorni scorsi) segnala il Docg Conegliano Valdobbiadene dai 2,90 ai 3,10 euro al litro, il Cartizze dai 4,80 ai 5,20, il Doc prosecco dai 2,10 ai 2,40 euro al litro.

Una situazione destinata a presentare il conto nei prossimi mesi, quando le aziende imbottigliatrici - soprattutto delle Docg - si troveranno a fare i conti con la scarsità di prodotto. «Ci è già capitato di lavorare in perdita» confida un addetto, «abbiamo contratti in essere con i clienti che non si possono cambiare, il problema è che sia l’anno scorso che quest’anno il vino ci costa molto di più. Ad ogni ordine che arrivava, vendevamo il prosecco al di sotto del prezzo di produzione, perché paghiamo molto il vino base ma a questo dobbiamo aggiungerci bottiglia, etichetta, tappo, confezionamento e trasporto».

Sotto le feste il prosecco Doc si è trovato, sugli scaffali dei supermercati di Marca, a 1,99 euro a bottiglia. Cifre che rendono insostenibile la produzione per le aziende di dimensioni medio piccole (la maggior parte), una “bolla” che rischia di esplodere da un momento all’altro. Il Consorzio di Tutela

del Conegliano Valdobbiadene ha più volte ribadito la necessità di aumentare il “valore” del prodotto. In soldoni, la bottiglia sullo scaffale deve costare (molto) di più rispetto a oggi, perché la bolla del prosecco non esploda definitivamente.

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