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A Treviso la tavola dei poveri si allunga, oltre duecento alla cena della Vigilia

Treviso. La comunità S. Egidio: «Sempre più profughi senza dimora». Nel grande salone del Centro della Famiglia di Treviso, che ha messo a disposizione la struttura, per la cena della Vigilia erano più di 200

TREVISO. A cena e a pranzo seduti a tavola, non per strada, almeno la Vigilia e il giorno di Natale. Continua a salire in città il numero dei senza dimora e si allunga la lista degli invitati alle iniziative di solidarietà preparate durante le festività dalle associazioni del mondo del volontariato. Quest’anno aumenta soprattutto il numero dei profughi diventati da un giorno all’altro senza dimora, dopo esser usciti dalle strutture di prima accoglienza. L’epilogo inevitabile che presenta il conto a coloro che hanno ottenuto o lo status di richiedente asilo o la protezione internazionale dalle commissioni territoriali.

«L’aumento del numero dei senza dimora a Treviso è dovuto soprattutto al fenomeno dei profughi che dopo aver ottenuto dalle commissioni il diritto a restare sono costretti ad uscire subito dai centri di accoglienza e finiscono in strada», conferma Valerio Delfino, portavoce dei volontari della Comunità di Sant’Egidio di Treviso.

E se appena l’anno scorso alla cena della Vigilia di Natale preparata dai volontari della Sant’Egidio gli invitati senza dimora o in situazioni di indigenza erano stati 180, nel grande salone del Centro della Famiglia di Treviso che ha messo a disposizione la struttura per la cena della Vigilia erano più di 200. Con un centinaio i volontari pronti a rimboccarsi le maniche. 

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