Quotidiani locali

Il videoappello di Lisa «Caro presidente Zaia donami un semaforo»

La giovane disabile carica su YouTube la sua richiesta «Aiutami a continuare ad attraversare sicura la Postumia

ODERZO. Un accorato video-appello a Luca Zaia caricato su YouTube con più di 600 visualizzazioni in 24 ore per continuare a prendere la corriera e vivere la propria vita. La richiesta: un semaforo a chiamata per attraversare la nuova rotonda programmata a Rustignè. L’idea è venuta a Lisa Narder, una venticinquenne che abita nella frazione, nata con un handicap cognitivo. I medici avevano subito messo in guardia i genitori: «Vostra figlia probabilmente non sarà in grado di parlare e di mangiare da sola». Prospettive durissime fortunatamente smentite dai progressi incredibili di Lisa. Grazie alla sua grande determinazione e alle terapie, la giovane è ora autonoma e si relaziona con il resto del mondo. Tutti i giorni, dopo la colazione, inizia la sua giornata. «Alle 7.40 esco per andare al Ceod di Silea», spiega Lisa nel video. Nel Centro educativo occupazionale diurno dell’Usl 2 incontra altri giovani disabili. Gli operatori le propongono una serie di attività produttive, volte a renderla più autonoma e in grado di interfacciarsi con gli altri. Ogni mattina, Lisa esce dalla sua casa di via Anzanel e attraversa la strada in via Comunale di Rustignè. Di lì arriva all’incrocio con la Postumia, che deve attraversare per arrivare all’unica fermata dell’autobus che serve gli abitanti della frazione diretti a Treviso. «Sto andando a prendere la corriera delle 8 per andare a Silea», racconta nel video dopo aver attraversato la strada in un momento in cui via Comunale è sgombra dell’intenso traffico della mattina. Arrivata all’incrocio con la Postumia, aspetta diligentemente che il semaforo pedonale diventi verde per attraversare la trafficatissima regionale. Ma nella prossima primavera, lì partiranno i lavori per la realizzazione della rotatoria su quel tratto di strada, intervento richiesto a gran voce dai residenti che giudicano quell’incrocio a raso molto pericoloso. «Il Comune (di concerto con la Regione, titolare della strada, ndr) ha deciso di togliere il semaforo, ma quando lo farà io non avrò più la possibilità di attraversare la strada. Quindi voglio che il semaforo rimanga. Solo il semaforo può darmi la possibilità di essere più sicura, più serena, più tranquilla», spiega Lisa. Il progetto esecutivo approvato e finanziato in parte dalla Regione prevede che all’altezza della rotonda vengano realizzati alcuni attraversamenti pedonali, in modo da garantire ai pedoni la possibilità di attraversare la strada. Ma, se la teoria vuole che tutti gli automobilisti si fermino davanti alle strisce pedonali per dare la precedenza che spetta di diritto ai pedoni, si sa bene che la pratica d tutt’altra: «Le macchine non dovranno più fermarsi: corrono, si scatenano», dice Lisa, «Vi chiedo di darmi la possibilità di attraversare». Lo chiede anche il papà, Michele, che ha vestito i panni del regista per la realizzazione del video-appello. La soluzione che hanno individuato è quella di realizzare un semaforo a chiamata all’ingresso del nuovo rondò, che sarà pronto per la prossima estate. «Se vogliono fare un sottopasso pedonale, tanto meglio», dice Michele Narder, papà di Lisa, «Ma quella soluzione sarebbe estremamente costosa». Invece, il semaforo a chiamata avrebbe un costo quasi zero. L’incrocio di Rustignè lungo la Postumia è tutt’ora regolato da un semaforo: gli allacciamenti sono già pronti, basterebbe solo spostare i pali che oggi reggono le luci semaforiche. «Noi non siamo contro la rotonda, che anzi è necessaria: questo incrocio è pericolosissimo e, così com’è, rallenta molto il traffico», precisa Michele Narder, «Ma perché non si possono installare semafori a chiamata che tengano bloccato il traffico per soli 10 secondi alla volta? Se le auto si fermassero davvero per dare la precedenza ai pedoni, il risultato sarebbe lo stesso». A detta di Lisa e Michele, il semaforo non rischierebbe di creare ulteriori
incidenti: la velocità in rotonda dovrà essere molto bassa, visto che la carreggiata sarà costeggiata da un muretto in cemento alto una decina di centimetri. «Lisa oggi è pienamente autonoma: perché rischiare di compromettere anni di fatica?», chiede il suo papà al goveratore Luca Zaia.

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