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Vince il vigile, Comune stangato

Mogliano, l’amministrazione deve pagare 150 mila euro per non avergli riconosciuto il ruolo di dirigente

MOGLIANO. Il tribunale del Lavoro di Treviso da ragione all’ex comandante della polizia locale Giovanni Favaretto: per il suo mancato inquadramento dirigenziale il comune è condannato a pagare un salasso da 148mila euro. I fatti risalgono al periodo tra il 2006 e il 2009. Giovanni Favaretto (poi trasferitosi nel comune di San Biagio di Callalta e attualmente vice comandante nel comune di Treviso) fu nominato dall’allora sindaco Giovanni Azzolini. Acquisita la funzione di comandante, con tutte le responsabilità connesse, non ottenne però l’incarico dirigenziale legato al nuovo incarico di vertice del corpo di polizia municipale.

Alla promozione, per dirlo in maniera semplice, non corrispose l’aumento in busta paga. Nel 2012, in assenza di un accordo transattivo, Favaretto decise di rivolgersi al direttamente al Tribunale del Lavoro per vedere accolte le sue richieste di risarcimento. Dopo oltre 10 anni la vicenda torna a galla e si trasforma in una stangata di fine anno per il comune di Mogliano. La sentenza del Tribunale, pubblicata il 15 novembre scorso, obbliga l’amministrazione a riconoscere un debito fuori bilancio che comprende, nella cifra di 148 mila euro, la somma da versare all’ex dipendente (attorno ai 100mila euro) e i connessi oneri previdenziali.

I consiglieri sono chiamati a votare questa variazione nel prossimo consiglio comunale, in programma giovedì 28 dicembre. La vicenda è stata illustrata dal segretario generale Luisa Greggio nel corso dell’ultima riunione di maggioranza. Per il centro sinistra, la lettura politica di questa ennesima vertenza giudiziaria, rappresenta un tiro a porta vuota: «Questo è il frutto delle politiche sul personale poco lungimiranti della passata amministrazione» commenta il capogruppo Pd, Jacopo Gerini «Per risparmiare qualche migliaio di euro hanno esposto il comune ad un rischio molto elevato che oggi si è concretizzato. Il risultato è che ora dobbiamo spendere 150 mila euro non per il bene dei cittadini ma per gli errori di Azzolini».

Rincara la dose il consigliere di Sinistra Italiana, Giacomo Nilandi: «Abbiamo l’ennesima riprova che sono davvero fuori luogo le lezioni sulla gestione della cosa pubblica da parte del consigliere Azzolini, vista la cattiva gestione con cui ha caratterizzato i suoi 7 anni di governo. Oggi ci ritroviamo a smaltire le sue
scorie, che ancora pesano sui servizi ai cittadini. Mi stupisco» aggiunge «di come il nuovo/vecchio segretario della Lega possa consolidare un asse strategico con lui e i suoi consiglieri, visti i disastri che stiamo ancora pagando».

Matteo Marcon

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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