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Giallo di Cornuda, il medico: «Io e Sofiya una storia bellissima»

L’ultimo degli amori della bella ucraina svela i retroscena del loro rapporto. I lavori in casa a Cornuda e l’incontro con Pascal, presentato come un cugino

Giallo di Cornuda, le ultime ore di Sofiya prima della scomparsa Sofiya è sparita da due giorni quando lo scorso 17 novembre si incontrano, all’interno di una caserma dei carabinieri, i tre uomini che, in quel momento, stanno frequentando l’interprete ucraina. Oltre a Pascal Daniel Albanese, il 50enne trovato morto domenica 26 novembre nella sua villetta a Cornuda, ci sono anche un geologo emiliano e un medico di Treviso. L'articolo

TREVISO. «Sì, sono il fidanzato di Sofiya, e se a lei brillavano gli occhi, io ne ero innamorato. Tra di noi c’è stata una storia bellissima…».

La voce si rompe per l’emozione, ma il tono tradisce anche un pizzico d’orgoglio, come a dire: nessun uomo ha saputo capirla, apprezzarla e amarla come ho fatto io. Troppi, invece, l’hanno soltanto usata per la sua bellezza. Lei era davvero speciale. Chi parla è il medico trevigiano, l’uomo che ha fatto perdere la testa a Sofiya. Per lui era pronta a tutto, a troncare anche le relazioni più convenienti. Quella con il suo convivente, Pascal, con cui divideva la villetta di via Jona a Cornuda. E quella con il geologo emiliano, un settantenne che le aveva anticipato addirittura i soldi per la casa, con il quale intesseva una storia dal 2009.



Al momento della scomparsa, Sofiya stava già sognando una nuova vita. Anzi, aveva già cominciato a viverla. E lo aveva confidato anche alle amiche. Cosa è accaduto a Sofia quel 15 novembre? Da allora sono trascorsi 50 giorni, e la bellissima 43enne, originaria dell’Ucraina, che parla bene l’italiano, conosce quattro lingue e dice di fare l’interprete non si è fatta più sentire, neppure con la mamma che sta a Kiev. E il suo convivente non c’è più: Pascal si è tolto la vita lo scorso 26 novembre, 11 giorni dopo la scomparsa della donna, lasciando un biglietto per lei: «Ovunque tu sia, ti amerò sempre». Ovunque tu sia, è questo il problema: dov’è Sofiya? E perché Pascal si è tolto la vita? Cosa è successo prima e dopo quel 15 novembre?



Forse l’inizio della fine di questa drammatica storia sta in un giorno d’autunno. Sofiya ha un grave problema ad un ginocchio, e un amico comune le presenta un medico. Tra loro probabilmente, il classico colpo di fulmine. A Sofiya brillano gli occhi, nessuno l’aveva mai vista tanto felice. E il medico che è un uomo libero prova lo stesso sentimento. I due si frequentano, e decidono di mettersi assieme. Ma Sofiya ha una situazione ben più complicata rispetto al nuovo fidanzato. Lei vive con Pascal, nella villetta di via Jona a Cornuda. Con lui ha una relazione che dura da 16 anni. Il loro sembra un rapporto stabile, tanto che quando Sofiya, il 14 settembre festeggia il suo 43esimo compleanno, invita a cena i familiari di lui.

«Una bellissima serata – racconta Eliane, la mamma di Pascal -. Li ho visti sereni, tra loro c’è stato soltanto un momento di tensione quando Sofiya gli ha chiesto di tagliare la torta per lei, e lui ha detto di no. Una sciocchezza – aggiunge la mamma - che si è subito stemperata». Passano i giorni, e Sofiya fa capire ai suoi vecchi compagni, Pascal e il geologo, che ha intenzione di troncare le storie. E se il geologo ha ammesso l’altra sera ai microfoni di “Chi l’ha visto?” che se l’aspettava, Pascal invece – secondo quanto raccontano le amiche di Sofiya - avrebbe avuto una brutta reazione. Ma forse è l’11 novembre la data chiave per capire questa storia, a dir poco intricata: quel giorno Sofiya chiama il medico, con il quale si è fidanzata, ma non per il vecchio problema al ginocchio. Gli chiede se può passare da lei a prendere delle misure tecniche in mansarda. Perché Sofiya fa questo? Che intenzioni ha? Quando il medico si presenta nella villetta di via Jona, c’è anche Pascal. E lei dice al medico: lui è mio cugino. Perché Sofia mente? Cosa sta accadendo? Nelle ore successive Sofiya lascia la villetta di via Jona, e va in Emilia dal geologo, con il quale ha una relazione da 9 anni. È stato lui anni fa ad acquistare quella casa per Sofiya. Poi il geologo ha scoperto che l’ha intestata anche a Pascal, e a titolo gratuito. Il mutuo se lo è accollato tutto lei. «Ogni volta che si parlava di Pascal – ha raccontato il geologo alla trasmissione di Raitre – lei alzava un muro. Diceva soltanto che a Pascal doveva molto, in senso di riconoscenza. Il motivo non l’ho mai capito». E anche Carol, la sorella di Pascal, ha spiegato che Sofiya diceva sempre che era immensamente grata a Pascal. Cosa ha fatto il 50 enne di Cornuda di così importante per questa donna? Una donna che di fatto gli ha regalato il 50 per cento della casa.

Ma torniamo alle ore precedenti la scomparsa. Martedì 14 novembre Sofiya rientra dall’Emilia, e quella sera va a dormire a casa del suo nuovo fidanzato. Il giorno dopo torna nella villetta di via Jona e nel pomeriggio scrive e risponde agli sms. Alle 18.25 il medico la invita a cena, e Sofia accetta l’invito.

Cosa succede dopo? Quello che sappiamo è che due ore dopo al telefono dell’uomo arriva un messaggio: “non posso più venire perché una delle mie amiche ha avuto una crisi e devo correre da lei». Chi scrive questo messaggio? E’ Sofiya a inviarlo? «No, non è stata Sofiya. Sia secondo me, sia secondo le sue amiche», ha detto il geologo. Questo è l’ultimo sms che parte dal suo telefonino, poi il cellulare della donna si spegnerà. E Pascal dov’è? Cosa gli dice Sofiya? Quando due giorni dopo l’uomo viene convocato dai carabinieri spiega che quella sera lei è uscita di casa tra le 17.30 e le 18 per due impegni di lavoro. «Doveva parlare incontrare un paio di persone per parlare di investimenti – dice Pascal. Ma non so chi siano queste due persone. Lei mi ha anche detto che alla sera sarebbe andata a svagarsi con delle amiche e che se avesse bevuto si sarebbe fermata a dormire fuori». Il giorno dopo Pascal tenta piu’ volte di contattare Sofiya. Il telefono risulta sempre spento, e alle 19.22 le lascia un messaggio: “Chiamami anche di notte. Bacioni!”.

Anche il medico e il geologo cercano Sofiya. Giovedì 16 novembre il medico va a casa di Sofiya, la deve accompagnare ad una visita per il ginocchio. Pascal gli dice che non è rientrata a casa. Nel frattempo anche il geologo prova a chiamare Sofiya. Il telefono della donna risulta sempre spento. Venerdì 17 novembre i carabinieri vengono informati della scomparsa della donna. A presentare la denuncia è il geologo che dopo aver tentato invano di contattarla chiama addirittura Pascal. Troppo vaghe però le sue risposte. E così il 70 enne emiliano, preoccupato, si precipita dai carabinieri di Cornuda. In pochi minuti i militari dell’arma convocano, oltre alle amiche, anche Pascal e il medico. E lì, in caserma, si incontrano i tre uomini di Sofiya. Il medico e il geologo spiegano che Sofiya ha presentato loro Pascal come fosse un cugino. Pascal dice che ignorava l’esistenza dei due amanti: «Sono allibito perché scopro ora che la mia compagna aveva altre relazioni. Non lo pensavo». Nove giorni dopo Pascal si toglie la vita, e con lui forse se ne è andato il mistero di quella notte. La notte del 15 novembre. Dov’è Sofiya?


 

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