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«Pedemontana, via i vincoli dai terreni»

Il comitato di via Artesini pronto alla battaglia: «Da otto anni attività bloccate per una bretella che rischia di saltare»

VEDELAGO . Superstrada Pedemontana, quale sarà la bretella che raccorderà Castelfranco con l’infrastruttura che collegherà Vicenza e Treviso? Sulla carta ce ne sono due: quella che da Mussolente arriverà alla strada regionale 308, toccando Loria e Castello di Godego, e quella che da Riese scende sulla Postumia Romana, interessando anche Vedelago. Dall’incontro a porte chiuse tenutosi nei giorni scorsi nel municipio di Castelfranco alla presenza dell’assessore regionale alle infrastrutture Elisa De Berti sarebbe arrivata l’indicazione che ne sopravviverà soltanto una. E quale sarà dipenderà dagli accordi che troveranno i sindaci dei comuni interessati che si ritroveranno il prossimo 15 gennaio. Chi però vuole una risposta chiara e definitiva sono gli imprenditori agricoli che, in conseguenza del progetto della bretella Riese– Postumia, da quasi otto anni pagano le conseguenze dei vincoli che ora gravano sul territorio interessato dal suo passaggio. Si tratta del comitato di via Artesini, una decina di coltivatori e di allevatori, che di fatto si è trovato bloccato negli investimenti. Un comitato che per scelta non ha mai urlato, ma invece ha portato avanti le sue ragioni collaborando fattivamente con le amministrazioni, in particolare quelle di Riese e Vedelago, oltre che con la Regione, riuscendo poi a trovare soluzioni che limitassero i danni di una striscia di asfalto che avrebbe tagliato in due le loro proprietà. «Il 15 gennaio valuteranno se fare questa bretella? Ebbene, se sarà no già dal giorno dopo vogliamo che siano tolti i vincoli che bloccano la nostra attività e le nostre prospettive di sviluppo», dichiarano Lorenzo Bortignon e Valter Businaro. Il primo produce un super yogurt in via Artesini e la sua azienda è una delle due certificate Csqa in tutto il Veneto per il latte crudo. Businaro invece rifornisce regolarmente l’Iper di ortaggi. Aziende di eccellenza, ma che si sono trovate frenate dalla bretella. Bordignon perderebbe “solo” 5 mila mq di terreno, ma l’arrivo della bretella cancellerebbe tutte le sue preziose certificazioni ottenute anche con un sapiente lavoro di ricerca che ha stupito persino i ricercatori dell’Università di Padova. «Per mantenerle dovrei trasferirmi. E intanto non posso investire in un ampliamento da 300 mila euro». Businaro si vedrebbe sottratti 15 mila metri quadrati su 60 mila. «Attualmente sono in affitto per la coltivazione di asparagi, un investimento di dieci anni. Se non vi fossero i vincoli avrei già provveduto sui terreni di mia proprietà». La cancellazione della bretella Riese-Postumia riporterebbe tutto come prima. «È una infrastruttura di cui non abbiamo mai capito l’utilità, visto che si fermerebbe sulla Postumia, senza risolvere i problemi di traffico», aggiungono i due imprenditori, «Ben venga dunque l’altra scelta, ma a una condizione: che vengano subito tolti
i vincoli. Basta con questa incertezza che finora ci ha solo danneggiato». Ma l’eventuale cancellazione della bretella Riese-Postumia rischia di aprire un altro problema: che senso avrebbe il casello previsto a Caselle, da dove è partita la marcia della Spv in territorio trevigiano?

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