Quotidiani locali

Tutto esaurito per Natale e Capodanno

Hanno chiuso cinque locali, ma quelli che restano lavorano bene con la cucina e persino i matrimoni

VITTORIO VENETO. Mai vista tanta gente come quest’anno in Cansiglio. Eppure hanno chiuso cinque ambienti: in località Crosetta sia l’albergo “Stella Alpina” che il bar “Da Sergio”, al centro della Piana lo storico Rifugio Sant’Osvaldo, in Vallorch “‘La Faja” e, recentemente, a seguito di un incendio, il rifugio Vallorch. Dall’indomani dei soggiorni presidenziali di Cossiga e Scalfaro è abbandonato a se stesso l’hotel San Marco, che la Regione sta cercando di alienare, ma trovando grandi difficoltà. Fanno, dunque, il pieno i ristoranti aperti; la Genziana, alle Code, Malga Filippon, Agriturismo Val Menera e le due trattorie di Pian Osteria. Per Natale e Capodanno è tutto prenotato. Ma in Val Menera, ad esempio, il cartello di “esaurito” arriva sino a fine gennaio, di domenica. E qui che si celebreranno addirittura dei matrimoni, da parte di giovani provenienti dalla Germania. Il Cansiglio, infatti, seduce per la sua bellezza.

L’ente “Veneto Agricoltura” è al lavoro per recuperare dalle conseguenze dell’incendio il Vallorch e per ristrutturare il Sant’Osvaldo.

Ma non c’è la certezza che i due locali siano pronti per l’estate. Ottime le prestazioni della nuova area di parcheggio per i camper, attrezzata di tutti i servizi ed entro il 2028 “Veneto Agricoltura” dovrebbe concludere i lavori all’hangar della guerra fredda che è stato trasformato in auditorium ed in esposizione permanente. Nelle prossime ore è atteso, dal Consiglio regionale, il provvedimento che assegna il diritto di superficie ai Cimbri che abitano sull’altopiano. C’è il timore, da parte degli ambientalisti, che in questo modo si avvii la privatizzazione del Cansiglio e, quindi, si chiede alla Regione di condizionare la vendita esclusivamente ai cimbri con la proprietà della casa. I sindaci di Fregona, Alpago e Tambre stanno facendo pressing per l’alienazione del San Marco in modo da consentire il recupero della struttura, trasformandola in quello che sarebbe il primo ed unico albergo del Cansiglio.

Ma gli stessi ambientalisti sono in guardia, perché temono,
pure in questo caso, che la foresta meglio tutelata d’Italia possa finire in mano a qualche speculatore. Di qui, le numerose manifestazioni organizzate a cadenza regolare sulla Piana e in Palantina, dove un tempo si temeva potessero arrivare le piste da sci da Piancavallo. (f.d.m.)

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