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Pericolo monossido, indagine dell’Usl «A rischio le case di famiglie disagiate»

CONEGLIANO. Evitare le fughe di gas e le intossicazioni da monossido nelle case di 80 famiglie disagiate dell'ex Usl 7. Il dipartimento di prevenzione del distretto di Pieve di Soligo ha avviato un...

CONEGLIANO. Evitare le fughe di gas e le intossicazioni da monossido nelle case di 80 famiglie disagiate dell'ex Usl 7. Il dipartimento di prevenzione del distretto di Pieve di Soligo ha avviato un monitoraggio sulla situazione degli impianti domestici nei Comuni di Conegliano, Vittorio, Cison, Farra, Fregona e Miane, laddove gli enti comunali hanno segnalato la presenza di situazioni a rischio. Il quadro non è affatto roseo, e dimostra come nell'ultimo decennio l'indigenza abbia abbassato in modo drastico la qualità della vita a livello domestico. «Dai sopralluoghi effettuati emerge un peggioramento rispetto alla precedente indagine, effettuata nel 2005» rileva Sandro Cinquetti, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica. Il monitoraggio condotto dall'azienda sanitaria trevigiana ha evidenziato come solo il 45% delle cucine ispezionate fosse dotato di fornelli a gas a fiamma libera con i due fori a muro previsti per legge, a livello di soffitto e pavimento. Nel 70% dei casi mancava il dispositivo di sorveglianza di fiamma che serve per interrompere il flusso di gas. Altro tasto dolente riguarda caminetti e bracieri, presenti nel 15% delle case ispezionate. Inoltre, solo il 23% degli impianti termici era
munito di libretto di conformità e solo il 31% di quello di manutenzione. «I controlli hanno riguardato 80 case, il 42% occupate da italiani e il 58% da immigrati. L’indagine ha confermato la presenza di più fattori di rischio» sottolinea Giovanni Moro, direttore dello Spisal.
(v.c.)

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