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Fondi di confine, domina la prudenza

I sindaci dei Comuni trevigiani ringraziano De Menech ma aspettano il voto in Parlamento

SARMEDE. La commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato l'emendamento del deputato bellunese Roger De Menech con cui verrà riattivato il cosiddetto fondo “Letta”. È il primo passo perché i soldi possano arrivare a tutti i comuni confinanti con il Friuli-Venezia Giulia. Ma la cautela è d’obbligo, visto che l’iter legislativo non è ancora concluso. Esprime prudenza il sindaco di Sarmede Larry Pizzol: «Tutto è ancora da valutare», risponde a caldo il primo cittadino del piccolo paese pedemontano, «al momento il Parlamento non ha ancora stabilito quali comuni possano usufruire del fondo e quale consistenza abbia. Mi auguro davvero che finanzino nuovamente il fondo per i comuni confinanti con il Friuli, visto che siamo in zona svantaggiata. Oltre che confinanti con una regione a statuto speciale, siamo anche periferici rispetto ai grossi centri turistici e produttivi. Se si vuole che le piccole comunità vadano avanti, bisogna dare la possibilità ai sindaci di operare nel territorio». Da Cordignano, intanto, il sindaco Alessandro Biz e l’assessore Roberto Campagna, presidente di Assco, l’Associazione del comuni di confine con le regioni a statuto speciale, fanno sapere di accogliere positivamente i segnali che arrivano da Roma. «Il percorso non è ancora definito», mettono comunque le mani avanti i due amministratori, «attendiamo prima di dare un giudizio». «Bene il voto in Commissione», dice il vicesindaco di Fregona, Giacomo De Luca, «significa che hanno preso consapevolezza dei disagi dei
nostri comuni». «Eravamo pronti a indire un referendum per passaggio dei nostri comuni al vicino Friuli», rilancia Daniele Dal Mas del Comitato “Uniti per Valsalega”, «ringrazio De Menech per aver battagliato in parlamento a favore delle aree montane, da sempre disagiate». (f.g.)

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