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Esonda l’Avenale ma è un’esercitazione

CASTELFRANCO. Un allarme, fortunatamente di allenamento, per “testare” il pronto intervento della Protezione Civile e capire se tutto sarebbe filato liscio nel caso in cui invece l’allerta fosse...

CASTELFRANCO. Un allarme, fortunatamente di allenamento, per “testare” il pronto intervento della Protezione Civile e capire se tutto sarebbe filato liscio nel caso in cui invece l’allerta fosse stata autentica, soprattutto sui tempi di reazione dei volontari chiamati da tutta la Destra Piave. Si è ispirata a un caso già accaduto, ovvero l’esondazione dell’Avenale avvenuta nel 1998, l’esercitazione tenutasi ieri a livello provinciale a Castelfranco. L’allarme è stato attivato alle 8 presentando una situazione idraulica definita molto grave, con il rischio imminente di inondazione di campagne e frazioni. Gli interventi sono stati attivati dalla struttura comunale dedicata, il Centro operativo comunale (Coc) di Protezione civile, con cinque operatori sul posto, coadiuvati dal gruppo locale della Croce rossa, dell’Associazione nazionale carabinieri, il gruppo Alpini e il Gruppo Subacquei, per un totale di 21 volontari. Non solo: attraverso la prefettura e la protezione civile regionale sono stati messi in allerta anche i gruppi di volontari del territorio, con la partenza di uomini e mezzi da Conegliano, Montebelluna e Altivole. Trattandosi di un’allerta idraulica, l’attenzione si è concentrata sulla solidità di ponti per scongiurare il rischio di crolli dovuti alla furia delle acque e sul deflusso dei canali, perlustrando le aree di Bella Venezia,
Sant’Andrea e Campigo, il centro cittadino e i corsi del Muson e dell’Avenale. Le squadre hanno presidiato in particolare il ponte di Ca’ Duodo, via Redipuglia e borgo Montegrappa. Alle 15 il sindaco Stefano Marcon ha dato il cessato allarme: esercitazione riuscita. (d.n.)

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