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Benazzi promette: così la nuova Geriatria

Dopo ispezione e dossier in Procura, ai sindaci annuncia cambiamenti: turnover di organico, investimenti, sala commiato 

Geriatria, si cambia. Strutture, personale, controllo: niente sarà più come prima, in attesa del nuovo reparto nella futura cittadella. E per umanizzare il rapporto fra personale e pazienti, non solo il turnover consentirà di avere personale più giovane meno logorato dal burn out (età media degli infermieri è passata da 55 a 35) ma sarà anche creata una sala del commiato dove i moribondi potranno spirare in piena dignità, circondati dia familiari. Sarà inaugurata ai primi di gennaio stanze da 3 a 2

Lo ha assicurato Francesco Benazzi, dg dell’Usl 2, nella conferenza dei sindaci straordinaria (40 i comuni presenti) convocata dopo il caso Geriatria, esploso in estate e culminato nella relazione degli ispettori regionali inviata alla Procura per valutare ipotesi di reato. La commissione inviata dalla giunta Zaia aveva rilevato standard di pulizie e disinfestazione inadeguati, mancati controlli sull’igiene, criticità sul servizio pasti e sul controllo dei cibi. Senza contare la dozzina di reclami dei familiari dei malati inoltrati all’Usl con denunce e molto dure su condizioni strutturali e modi del personale.

Un macigno pesantissimo, per il Ca’ Foncello e per la sanità trevigiana guidata dal 2015 da proprio da Benazzi. Tutto nero su bianco, dagli ispettori della Regione: duro colpo anche per il direttore generale pupillo di Zaia e per il mito dell’eccellenza della sanità trevigiana.

Ieri il dg ha letto ai sindaci la relazione degli ispettori regionali, poi ha tentato una difesa: «Dal mio arrivo ho aumentato il personale e introdotto il turnover», ha detto, «ora investiamo 350 mila euro per ammodernare gli spazi e trasferire a gennaio parte dei degenti nella nuova area. E non dimentichiamo le badanti che scaricano sul personale servizi pagati dai familiari...». Al suo fianco il direttore dell’ospedale Stefano Formentini, che ha confutato le accuse della Regione sui mancati controlli: «Sono 175 l’anno sui pasti e 100 al mese sulle pulizie, oggi eseguite da Coopservice, non più da Copma».

Fra i sindaci, il vice di Treviso, Roberto Grigoletto (Manildo era a Roma) ha chiesto «risposte diverse e urgenti a quanto emerso e denunciato dalle Regione, non sono rilievi banali e certo non possono soddisfare nessuno». E ha aggiunto, rispondendo al primario Massimo Calabrò che aveva parlato di «pochi casi di proteste», che più che mai «in Geriatria, con degenti anziani, ogni caso ha una sua importanza e non può venir trascurato», auspicando «una verifica su Geriatria fra tre mesi». Benazzi ha risposto con una stoccata: «Tutto il settore pubblico ha problemi di personale e risorse limitate, se parliamo di fasce deboli so di anziani derubati a S. Bona e spaccio di droga in altre zone, ma non posso chiedere a lei di mettere in campo da un giorno all’altro vigili in più, perché non gliene danno come a me non danno personale». Paola Moro, sindaca di Monastier, ha portato la toccante testimonianza personale su Geriatria, non
certo lusinghiera; Miriam Giuriati, sindaca di Casier, ha insistito sui controlli in ospedale; sono intervenuti poi Sebastiano Giangravè, sindaco di Ormelle, Giulia Zangrando e Antonella Cenedese, assessori a Silea e Paese.

Andrea Passerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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