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«Asco debole, il rinvio è la prova»

Della Pietra torna a sparare sul cda. E il patto di sindacato piace anche ai privati

Era prevedibile che l’assemblea di Pieve di venerdì lasciasse tossine sul campo. E infatti, da due giorni si intrecciano telefonate, anche fra opposti schieramenti, per cercare di sbloccare lo stallo. Ma mentre i privati annunciano nuove iniziative legali (le scintille e i toni usati non sono stati graditi da Massimo Malvestio, e più di qualche sindaco lo ha chiamato per esprimergli solidarietà ), anche i sindaci Pro Tlc si stanno mobilitando. «Anno nuovo scenari nuovi» assicura qualcuno, e non perché si riferisce al possibile acquisto delle azioni Plavisgas da parte di Angelo Mandato o di altri imprenditori.

Marco della Pietra, sindaco di Spresiano, torna ad attaccare i vertici del cda: «E’ sconcertante aver visto il socio privato tanto contestato essere più attaccato al bene del territorio e all’interesse pubblico dello stesso cda e dei vertici dei partiti», dichiara, «il rinvio è stato un segno di debolezza, di grande debolezza: se il cda è tanto sicuro della legittimità della fusione in AscoTlc, con tanto di parere legale pagato, perché allora non l’ha portato in assemblea e votato? I conti non tornano, ora il cda e molti miei colleghi vogliono nascondersi dietro ai privati e ai ricorsi, in attesa di questo o di quello: altro segno di debolezza». E il primo cittadino di Spresiano ha un altro sassolino: «Davvero pensiamo che i problemi nascano dalla guerra legale dei privati? Non vorrei fosse un alibi», aggiunge,« ma ricordo che questi privati andavano bene, e né la holding né Ascopiave hanno scelto di comprare le azioni pubbliche in vendita, quella volta...».

Intanto piace a molti primi cittadini, trasversalmente, la proposta del patto di sindacato che tuteli i soci pubblici, rilanciata dal sindaco di Riese come «salvagente dei comuni soci».

Il patto non può essere per il controllo della società – altrimenti scatterebbe l’Opa – ma per la maggioranza, e dovrebbe contemplare, oltre al vincolo tra i comuni, la divisione dei dividendi.

E proprio
da Plavisgas, da noi interpellati, arriva un’apertura: «Il patto è scelta legittima, su cui non abbiamo nulla da dire», spiega lo stesso Malvestio «del resto, rientra perfettamente nel quadro di fusione inversa, la holding in Ascopiave, da noi sempre sostenuta come l’unica corretta»

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