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Mercurio, due Comuni contro la Lega

Preganziol e Mogliano attaccano il consigliere regionale Barbisan e la bocciatura di fondi per le indagini: «Pericoli ignorati»

QUINTO. Fuoco incrociato sulle posizioni “negazioniste” del consigliere regionale Riccardo Barbisan sul tema mercurio. Dopo l’annuncio della mobilitazione dei cittadini per convincere la regione Veneto a finanziare indagini approfondite sulle cause della contaminazione delle acque di falda nell’area compresa tra Quinto, Preganziol, Casier e Mogliano, la Lega Nord ha alzato gli scudi prima con l’assessore regionale all’ambiente Giampaolo Bottacin poi con il vicecapogruppo di Palazzo Ferro Fini Barbisan. Entrambi hanno chiamato in causa «falsi allarmismi».

I 300 mila euro proposti dal consigliere regionale Zanoni per effettuare una indagine idrogeologica, secondo il Carroccio, sarebbero soldi buttati. E la polemica è scattata immediata. «Sono sconcertato del comportamento del consigliere Barbisan, dal punto di vista politico e umano» risponde Zanoni, «a distanza di sette anni la fonte dell’inquinamento è ancora sconosciuta, per questo ho presentato un emendamento al bilancio chiedendo alla Giunta di stanziare 300mila euro per uno studio idrogeologico da far realizzare ad Arpav o ad un’università» spiega il consigliere Pd che prosegue: «Dobbiamo individuare la causa primaria, altrimenti verranno contaminate aree sempre più vaste, con pesanti ricadute ambientali ed economiche. Non si tratta di una battaglia di bandiera, è interesse di tutti arrivare a una soluzione».

La presa di posizione dell’esponente leghista non è passata inosservata neanche al sindaco Paolo Galeano, che nel comune di Preganziol deve affrontare l’impatto maggiore del problema, e all’assessore all’ambiente di Mogliano Oscar Mancini. In una nota congiunta i due amministratori usano l’ironia: «Il noto idrogeologo Riccardo Barbisan sembra aver fatto una scoperta straordinaria» scrivono citando le parole del consigliere «la contaminazione da “mercurio nelle falde è al 99% attribuibile a cause naturali e non ad inquinamento da produzioni industriali”. Se la situazione non fosse preoccupante per i cittadini ci sarebbe da ridere».

«È proprio la relazione dell’Arpav di giugno» incalza Zanoni «a smentire
la sua fantasiosa teoria secondo cui l’inquinamento da mercurio sarebbe in calo. Se avrà la pazienza di sfogliare quelle pagine, scoprirà che sui 20 pozzi monitorati, ben quattro, due a Treviso e due a Preganziol, hanno un trend addirittura in aumento».

Matteo Marcon

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