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In provincia di Treviso Prosecco in offerta a 1,90: «Così si svaluta il prodotto»

Treviso. La grande distribuzione mette sul mercato Docg e Doc a prezzi stracciati nell’area del Conegliano-Valdobbiadene. La protesta dei Consorzi

CONEGLIANO. Nel cuore della produzione del Prosecco, tra le colline candidate Unesco, le grandi catene della distribuzione svendono il Conegliano Valdobbiadene Doc e Docg tra il disappunto di viticoltori e Consorzi. Per l’intera giornata di ieri, la tedesca Lidl ha messo in offerta Prosecco superiore Docg 2016 Extra Dry Allini, a soli 2 euro e 79 centesimi, scontato del 37% rispetto al prezzo di vendita iniziale di 4,49.

Ai clienti provvisti della card, il Penny Market offre Prosecco Doc con marchio Bellius, ad appena 1 euro e 99 centesimi, il 33% in meno rispetto al già modico prezzo base di 2,99. “Operazioni commerciali che svalutano il prodotto” tuona Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg che annuncia controlli sulle bottiglie in vendita. E’ il “Super Sabato!” alla Lidl Italia che affila le armi per il Natale alle porte. Tra i prodotti in promozione solo per un giorno, ieri è comparso anche nel punto vendita di via San Giovanni Bosco a Conegliano – come negli altri - il Prosecco superiore Docg 2016 Extra Dry a fare bella mostra di sé sui bancali di merce posizionata ben in vista all’ingresso.

Il prodotto commercializzato con marchio Allini nasce nell’azienda opitergina La Marca: raccoglie la produzione di nove cantine cooperative della provincia di Treviso con oltre 5mila viticoltori e una superficie vitata di circa 10mila ettari, la maggior parte coltivati a Glera.

Da La Marca, Lidl acquista le scorte di Prosecco che commercializza in tutti i punti vendita in Italia e all’estero. “Partendo dal presupposto che l’operazione della catena tedesca – commenta Nardi – è commercialmente corretta, ciò che dispiace è la svalutazione che viene fatta del prodotto. Il brand forte del Prosecco viene chiaramente usato come specchietto per le allodole. Attira clienti che potenzialmente, una volta all’interno del punto vendita, acquistano altri prodotti. Certo, è l’opposto dell’impegno che il Consorzio sta portando avanti. Abbassare i prezzi non aiuta a trasmettere valore al prodotto, a sostenere il lavoro di tutti quei produttori che si spaccano la schiena in vigna.

Il Consorzio sta dalla loro parte e comprende perfettamente il disappunto dei viticoltori di fronte a certe operazioni commerciali”. A breve sarà disponibile un ulteriore strumento di tutela e valorizzazione del Prosecco con l’introduzione, per iniziativa del Consorzio, dell’elenco delle etichette che “permetterà al consumatore di conoscere esattamente chi produce tal vino” spiega Nardi.

“Stiamo parlando di viticoltori che lavorano sulle vigne di collina – aggiunge il presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg – circa 600/700 ore ettaro. E’ giusto che il prodotto del loro impegno ottenga adeguato riconoscimento. Il Consorzio è dotato di un ufficio di controllo coordinato dal dottor Mario Silico che nei prossimi giorni avvierà certamente un’azione di verifica delle fascette sulle bottiglie vendute a prezzi molto bassi”. Bassissimi se si pensa che il Consorzio indica come costo minimo per una bottiglia di Conegliano Valdobbiadene superiore Docg venduta dalla grande distribuzione, 3 euro e 50 centesimi iva esclusa. "Così non c'è qualità - conclude con amarezza Nardi - e nemmeno prodotto. La strada intrapresa da produttori e Consorzio va invece

nella direzione opposta, ossia quella di dare valore al prodotto".

Valore che è garanzia di successo anche per le grandi catene che, svendendo Prosecco Doc e Docg, formano code di consumatori assiepati all'ingresso come già accaduto ad agosto in Gran Bretagna.
 

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