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Discarica abusiva di rifiuti speciali in pieno centro

La Procura sequestra l’area dietro la Cantina di Conegliano Nel capannone e sul terreno anche solventi e bombole

CONEGLIANO. Una enorme quantità di scarti e rifiuti, una sorta di Card abusivo, stoccata in pieno centro. E’ sottoposta a sequestro da luglio scorso l’area industriale di via XV Reggimento Artiglieria, da gennaio 2017 in affitto a G.L., imprenditore friulano nel settore dello stoccaggio e smaltimento rifiuti. L’uomo, residente a Conegliano, è stato condannato a 4 mesi di arresti domiciliari per gestione illecita degli scarti. Accanto al suo nome, ne è emerso un altro: quello di P.D.Z., imprenditore di San Fior già denunciato dalla Procura di Treviso nel 2011. In questa vicenda il suo nome è rimasto ai margini dell’inchiesta perché non figurerebbe come socio dell’azienda di Conegliano. Al collaboratore sanfiorese, G.L., nonostante la sentenza del giudice che lo ha condannato agli arresti domiciliari - già scontati - rilancia ogni responsabilità. L’imprenditore friulano accusa P.D.Z di aver scaricato rifiuti pericolosi all’interno del capannone di via XV Reggimento Artiglieria a sua insaputa. Si tratta di una grande quantità di materiale indifferenziato abbandonato ad ogni angolo dell’area esterna e molto altro stipato all’interno del capannone. I carabinieri di Vittorio Veneto, dopo un sopralluogo che ha accertato le irregolarità, hanno sequestrato l’area e messo i sigilli agli ingressi. Il caso è ancora nelle mani della Procura di Treviso che continua a indagare. All’interno dello stabilimento in visibile stato di abbandono sono ancora custodite decine di bidoni blu ricolmi di vernice tossica utilizzata nel tessile, ma anche bombole di gas e materiale di vario genere proveniente, in molti casi, da fallimenti d’aziende. Tutta l’area che confina frontalmente con via XV Reggimento Artiglieria, nel retro con la Cantina di Conegliano e lateralmente con un terreno fino a qualche anno fa edificato e sprovvisto di allacciamento fognario alle condutture principali, è preda del degrado. Viene utilizzata da ignoti per l’abbandono di immondizia indifferenziata in grandi quantità, per lo scarico di grandi ammassi di ramaglie e come luogo di bivacco notturno da senzatetto e tossicodipendenti. La presenza di acque stagnanti
dove scaricano i tubi fognari è fonte di odori nauseabondi mal sopportati da passanti e vicini. Ieri al capannone c’è stato un nuovo sopralluogo dei carabinieri per la verifica dell’avvenuta violazione dei sigilli denunciata dal titolare dell’azienda.

Silvia Ceschin

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