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Bimbi sbagliano disegno, la maestra: «Siete degli sfigati»

Camalò, insegnante elementare redarguisce tre piccoli perché colorano l’abete anziché il presepe. Insorgono i genitori

POVEGLIANO. La magia dell’albero di Natale, la sacralità del presepe. Si avvicina il 25 dicembre e tutti siamo più buoni. Forse. Perché se di fronte al bue e all'asinello, oltre al Bambin Gesù, tra lucine e regali spunta pure la parola “sfigato” i conti probabilmente non tornano più. Un gruppo di genitori della scuola elementare “Mario Fiore” di Camalò, infatti, racconta come nella mattinata di mercoledì, tre bambini si sono sentiti dare degli «sfigati» da una maestra.

La loro colpa? Aver continuato a colorare il disegno di un albero di Natale, così come indicato ad inizio ora, e non essere passati al secondo esercizio prescritto dalla maestra e cioè quello di sfogare la propria creatività con i pastelli nell'abbellire le sagome di un presepe. I bimbi, una volta tornati a casa, hanno subito raccontato l’accaduto ai rispettivi genitori. Apriti cielo. Mamme e papà sono subito insorti. In particolare il papà di uno degli alunni offesi si è fatto portavoce delle tre famiglie ed è andato a scuola.

«Quando sono andato a prendere mio figlio a scuola mi ha subito stupito con la frase “papà, devo dirti una cosa” - spiega Andrea Rizzo, uno dei papà - narrandomi l'accaduto ha specificato prima di essere stato rimproverato, assieme alla compagna di banco, e poi di essere stato additato, così come l'amica, con la frase “siete uno sfigato e una sfigata”. Poi, parlando con altri genitori, abbiamo saputo che nella stessa circostanza un'altra bambina della classe aveva ricevuto richiami simili, tanto che si era addirittura messa a piangere. Naturalmente, per tutti e tre i bambini, dopo il particolare rimprovero della maestra, non sono mancate le prese in giro da parte dei compagni di classe».

Una vicenda di cui, nella stessa giornata, è stata informata attraverso una mail anche la preside. «Ho segnalato il fatto alla dirigente, era doveroso - prosegue Rizzo - Come genitori riteniamo l'atteggiamento tenuto dalla maestra poco professionale e sicuramente non adatto all'ambiente, per di più di fronte ai compagni di classe. Abbiamo chiesto alla preside di verificare l’accaduto, perché la cosa, senz'altro, non può passare sotto silenzio».

E la dirigente, se nella mattinata di ieri non era ancora a conoscenza dell'accaduto («al momento non so nulla, farò le mie verifiche ma la ritengo una vicenda interna alla scuola») appena ha letto l'e-mail di segnalazione da parte dei genitori non ha tardato ad approfondire. Nel pomeriggio di ieri, infatti, la convocazione della maestra direttamente interessata per capire la sua versione dell'accaduto. Ma dopo il colloquio dalla scuola non trapela nulla, o poco.

«La dirigente non ha nulla da dichiarare» fanno sapere dall'istituto, «ribadisce che la cosa è interna alla scuola e su cui, eventualmente, prenderà le proprie decisioni».

Sull’esito del colloquio e su eventuali provvedimenti, salvo cambi di scena, saranno informati presto i rappresentanti di classe.

«Al momento siamo soddisfatti del rapido interessamento della preside ma restiamo comunque in attesa degli sviluppi della vicenda e delle notizie che ci darà», conclude il portavoce dei genitori, «appena la preside ci risponderà, decideremo il da farsi
e come muoverci a riguardo. Intanto, quantomeno, ci aspettiamo delle scuse».

Scuse che, dice il genitore, dovranno arrivare anche ai loro bambini. A Natale, mancano solo 10 giorni: un buon momento per fare la pace?

Alessandro Bozzi Valenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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