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Ca’ della Robinia, tutto all’asta

Il tribunale mette sul mercato l’immobile oggetto dello scandalo che coinvolge anche Sernagiotto

NERVESA DELLA BATTAGLIA. La cifra messa nero su bianco mesi fa dal perito chiamato dal tribunale a stimare il valore di Ca’ della Robinia l’aveva annunciato. Ora è nei fatti: Ca’ della Robinia è all’asta.

Verrà ceduto al miglior offerente l’immobile che un tempo accoglieva il Disco Palace e la cui trasformazione in un ristorante gestito da una coop è oggi al centro dell’inchiesta della procura di Treviso per distrazione di fondi, truffa ai danni dello Stato e corruzione, e dell’inchiesta della Corte dei Conti per la distrazione di fondi pubblici destinati al sostegno sociale. Prezzo a base d’asta 982 mila euro, molto meno del milione e 400 mila euro che rappresenterebbe il valore a mercato vivo e attivo.

Dal momento in cui scoppiò lo scandalo ad oggi sono passati più di due anni. In questo periodo di tempo l’immobile è stato abbandonato, depredato, dismesso e la cooperativa al centro dell’inchiesta fallita (2016) portando con sè il codazzo di indagati e immobili da piazzare anche – forse – per recuperare quei 3 milioni di euro che dovevano servire a realizzare la fattoria didattica per disabili e che invece hanno visto la trasformazione di Ca’ della Robinia in una birreria, ceduta a terzi con affitto di ramo d’azienda a trentamila euro annui prima di essere chiusa.

Le due inchieste sono ancora nel vivo e vedono coinvolto anche l’ex assessore regionale azzurro Remo Sernagiotto, oggi europarlamentare, ma anche socio – un tempo – dell’immobiliare Airone blu che con il socio Giuliano Baldissin curò la cessione di Ca’ della Robinia alla Cooperativa omonima guidata da Bruna Milanese, che sottolineava di ben conoscere l’ex assessore e l’allora dirigente regionale al welfare Mario Modolo finito come Sernagiotto nell’inchiesta della Corte dei Conti in quanto gestore, all’epoca, dei fondi regionali.

Il caso scotta ancora, e parecchio. Ma intanto il tribunale fallimentare sta facendo il suo lavoro. Il Comune di Nervesa, quando venne resa pubblica la perizia che preannunciava l’asta, si augurò che il procedimento potesse aprire a strada a qualche imprenditore interessato anche a fare l’interesse pubblico... visto che queasto doveva essere il destino dell’immobile prima della conversione in birreria. Ma il campo è aperto.

Ca’ Della Robinia viene venduta con l’attuale destinazione d’uso ovvero che comprende ricettività, commerciale-ristorazione, residenza. Ma Ca’ della Robinia non è solamente edifici che pure si allargano per quasi 3 mila metri quadrati: il compendio comprende
infatti quasi 40 mila metri quadrati tra bosco, seminativo, prati e vigneto (15 mila metri quadrati solo questo). Ci sono molti lavori da fare, anche per ripristinare le difformità urbanistiche riscontrate in sede di perizia, ma la partita è aperta.

Federico de Wolanski

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