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In 5 mila ricorrono in Europa col M5s «Noi vi risarciremo»

Oltre 400 risparmiatori al Bhr per l’incontro con Di Maio Borrelli: «Depositeremo l’atto a Strasburgo dopo Natale»

Cinquemila sottoscrizioni al ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul crac delle banche venete. Il movimento cinque stelle è partito da questo dato ieri al Bhr di Quinto di Treviso per scaldare gli animi degli oltre 400 risparmiatori accorsi al convegno presieduto dal candidato premier Luigi Di Maio e dall’eurodeputato David Borrelli.

Vi risarciremo». Di Maio ha messo il carico da novanta, promettendo a tutti che «se andremo al Governo risarciremo tutti i risparmiatori truffati, a partire da quelli sotto i 100 mila euro». Come? «I soldi non mancano, basta avere il coraggio di prenderli e investirli per le persone» ha detto il vicepresidente della Camera puntando il dito sulla tassa sul gioco d’azzardo. Non è servito di più per animare la sala del centro congressi, fatta di impiegati, piccoli imprenditori, anziani, giovani che ognuno a suo modo erano stati investitori di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. «Non accettate che qualcuno vi faccia passare per colpevoli» ha incalzato di Maio, «le responsabilità sono di altri, e quelli dovranno pagare».

Le accuse. Imputato principe Bankitalia chiamata più volte in causa dall’avvocato Vincenzo Filogramo, che da mesi collabora con il Movimento per redigere il ricorso alla Cedu, con l’accusa di latitanza, di mancati controlli, «ha tenuto tutti i privilegi della sua posizione senza sobbarcarsi gli oneri, ovvero i controlli e la tutela dei risparmiatori». Il legale ha chiamato i causa la costituzione, il diritto, «che protegge le persone, non le banche».

Le alleanze. Al tavolo con Di Maio, Borrelli e Filograno anche l’avvocato Andrea Arman, portavoce del coordinamento dei risparmiatori che fa capo a don Torta, volto della protesta contro gli istituti veneti. Una presenza di peso, perchè è sembrato segnare un’alleanza politica, oltre che di obiettivi. E con lui Ignazio Conte del Codacons che ha promosso senza mezzi termini l’iniziativa grillina («Il ricorso alla Cedu è una iniziativa fantastica») ma anche allertato sulle difficoltà di trovare i fondi per farlo e soprattutto di «sfidare non solo Bankitalia, ma anche le società di revisione che per anni hanno accertato i bilanci della popolari».

Elezioni e maggioranza. Di Maio ha parlato da presidente del Consiglio, lanciando il sasso oltre le elezioni: «Il M5s avrà la maggioranza dei voti e chiederà di formare un governo» ha detto. Alleanze? La proposta di dialogo di Bersani? «Quando noi, come partito più votato, proporremo di formare il nostro il Governo starà agli altri decidere se darci la fiducia o decidere di tornare a casa, perdere la poltrona, tornare al voto». Le forze rivali? Tutte date per battute. Di qui le promesse «ai truffati», oltre al risarcimento: «la nomina del governatore di Bankitalia con voto di due terzi del parlamento e non su scelta del Governo, procure speciali per i reati finanziari, controlli congiunti Bankitalia e Finanza sulle banche» ma soprattutto «l’ingresso dello Stato nelle decisioni e nella gestione di tutte le Banche salvate attraverso i fondi dello Stato». L’operazione che il mondo della finanza europea boccia, ma che i cinquestelle considerano invece possibile.

il ricorso. David Borrelli, che ha seguito direttamente il ricorso alla Cedu, ha invogliato la platea: «Lo presenteremo dopo Natale e comunque vada sarà un successo, anche respingendolo la Corte ci avrà detto che si può agire legalmente nei tribunali italiani, cosa che oggi tutti considerano impossibile». Ed ha aggiunto: «Lo Stato, se saremo al governo, vi risarcirà e andrà a chiedere i soldi indietro a chi è stato responsabile del crac». Fattibile? Di certo Banca Intesa non intenderà sobbarcarsi la spesa delle colpe di Veneto Banca, e per quanto riguarda gli ex dirigenti, la strada è ancora lunga prima di poter pensare a rivalse.

Veleni sulla commissione. E mentre proseguono i lavori e le audizioni
della commissione parlamentare d’inchiesta sulle Banche è Di Maio a sollevare ombre: «Pensare che è presieduta da Casini e e Brunetta fa sorridere...a capo di questi organi ci vorrebbero persone insospettabili del conflitto di interessi».


Federico de Wolanski

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