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Un anno e sette mesi per bancarotta all’ex gestore del Biffi di Treviso

Treviso. Cala il sipario giudiziario sul fallimento della società Lo storico locale sotto i Trecento è chiuso ormai dal 2011

TREVISO. Dopo il fallimento e la chiusura, ecco il triste epilogo giudiziario del Biffi di piazza dei Signori, uno dei locali storici di Treviso. L’amministratore unico della società che gestiva lo storico locale, Marco Vitale, 38 anni di Salgareda, ha patteggiato un anno e 7 mesi di reclusione (pena sospesa) per i reati di bancarotta documentale e bancarotta per distrazione. Il passivo della società supererebbe abbondantemente la cifra di 200.000 euro.

La vicenda del locale è quella nota. Alcuni anni fa, lo storico bar di piazza dei Signori chiuse i battenti ed il 27 ottobre del 2011 fu dichiarato fallito dal tribunale di Treviso. Secondo le indagini del sostituto procuratore Barbara Sabattini, Vitale, come amministratore unico della Biffi srl, la società che gestiva il locale sotto la Loggia dei Trecento, avrebbe tenuto i libri e le scritture contabili in disordine in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari “con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e recare danno ai creditori”. Un’accusa appesantita anche da quella per bancarotta per distrazione perché avrebbe distratto a danno dei creditori la somma di 385.000 euro, “risultante dal saldo del conto cassa alla data del 31 agosto 2011”. Tra i creditori anche il Comune di Treviso per l’affitto del plateatico sotto la Loggia per un importo di 1.600 euro.

Dopo la chiusura dei battenti dello storico locale, il tribunale dichiarò il fallimento della società gestita da Vitale nell’ottobre del 2011 e nominò il dottor Massimo Roma come curatore fallimentare della Biffi srl. La procura della Repubblica, successivamente, avviò degli accertamenti che indussero poi il pm Sabattini a contestare all’amministratore unico della società le accuse di bancarotta per distrazione e bancarotta documentale.

Il patteggiamento ad un anno e 7 mesi ha permesso ai difensori, gli avvocati Tito Bortolato e Marco Pagliarin, di ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche

prevalenti sull’aggravante. La parte civile ossia la massa dei creditori era rappresentata in aula dall’avvocato Alessandro Romoli.

Da quando è stato chiuso, nessuno s’è fatto più avanti per rilevare lo storico locale.


 

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