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A Gorgo l'asilo nido chiude per le feste di Natale, è bufera

Gorgo al Monticano. La coop: «Troppo poche le iscrizioni», genitori arrabbiati per lo stop. Venerdì 1 dicembre è arrivata la risposta alla richiesta di riduzione della retta di dicembre e gennaio

GORGO AL MONTICANO. Genitori preoccupati, il nido di Cavalier di Gorgo al Monticano chiuderà per il periodo natalizio e non c'è possibilità di appello sulla ricontrattazione della retta pagata, sebbene, rispetto all'anno scorso, il servizio sia stato ridimensionato cogliendo di sorpresa i genitori. Il 19 ottobre, ad anno iniziato, la cooperativa “GD.EDUCA”, fondata da Giovanna Giacomini e Dalila Da Lio, ha comunicato agli utenti la chiusura straordinaria totale del nido di Cavalier e quella parziale del nido di Ponte di Piave.

La scelta è stata fatta alla luce dei dati di frequenza: «Quest'anno i bambini nel periodo natalizio erano troppo pochi per motivare l'apertura della struttura, secondo un sondaggio la richiesta di apertura interessava solo 10 bambini su 30, e a quei genitori abbiamo offerto il servizio che diamo a Ponte di Piave, un nido che non essendo comunale, permette una gestione più flessibile del calendario annuale» spiega la pedagogista Da Lio. Ma per i genitori che hanno attività aperte, il servizio si rende necessario anche in quel periodo e la sede di Ponte di Piave, oltre ad essere distante rispetto alla propria residenza, offre un servizio ridotto dalle 7.30 alle 12.00, senza mensa, quindi insufficiente per venire incontro alle esigenze dei genitori lavoratori.

Venerdì 1 dicembre è arrivata la risposta alla richiesta di riduzione della retta di dicembre e gennaio, considerata la chiusura straordinaria: un messaggio whatsapp girato sul gruppo dei genitori del nido: «La retta è calcolata annualmente e suddivisa in 11 mesi da settembre a luglio, come se fossero rate di una maxirata annuale, non “a ore”. Ogni mese è il risultato del calcolo di una media mensile di un servizio erogato su base annua. La retta annuale è stabilita da bando; i nidi privati possono agire come preferiscono, il nostro nido è comunale e tutto è stabilito in sede di bando, quindi la retta non può variare».

I genitori faticano a capire la mancata disponibilità

a confrontarsi sulla questione: «siamo basiti di fronte a questo metodo comunicativo scelto dalla cooperativa; ci siamo sempre espressi a parole. Non capiamo che tipo di eventi abbiano investito la cooperativa in questo periodo per giustificare questo comportamento».

 

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