Quotidiani locali

le ricerche 

Boschi battuti con i cani Stop alla caccia in tutta la zona

MASER. Dove è Sofija Melnik, la 43enne di origine ucraina di cui non si hanno notizie dal 15 novembre e il cui compagno si è tolto la vita la sera del 26 novembre? Mistero. Ieri l’hanno cercata per...

MASER. Dove è Sofija Melnik, la 43enne di origine ucraina di cui non si hanno notizie dal 15 novembre e il cui compagno si è tolto la vita la sera del 26 novembre? Mistero. Ieri l’hanno cercata per i boschi che attorniano Forcella Mostaccin a Maser, perché ai piedi della strada che si inerpica sulle colline è stata trovata la sua auto e il suo telefonino è stato agganciato dalla cella del ripetitore per l’ultima volta in quella zona. Ne hanno cercato il corpo, perché l’ipotesi a cui viene dato più credito è che sia stata uccisa. Già martedì i boschi erano stati perlustrati dai carabinieri e dai volontari della protezione civile di Montebelluna. Ieri, secondo in piano disposto dalla Prefettura e coordinato in loco dal comandante della compagnia carabinieri di Montebelluna, il maggiore Sabatino Piscitello, le ricerche sono state fatte in grande stile. Impegnata, in vari turni, un’ottantina di uomini tra carabinieri, unità cinofile arrivate da Verona, personale del soccorso alpino e del gruppo speleologico, vigili del fuoco, volontari della protezione civile dei comuni attorno. Le colline che a sud digradano verso Maser e Asolo e a nord portano a Cornuda e Onigo, sono state battute fino al pomeriggio, quando è cominciato a calare il buio che ha comportato la loro sospensione. Sono stati battuti i boschi, perlustrati gli anfratti, ispezionate delle grotte, insomma non si è trascurato nulla, ma del corpo della donna nessuna traccia, neppure alcun indizio, nulla di nulla. Mancano ancora zone da perlustrare, perché lì le colline si susseguono una dopo l’altra e sono percorse da vari sentieri che si inoltrano nei boschi. Una vasta zona da controllare palmo a palmo per vedere se si trova la donna sparita da un paio di settimane e che da quel 15 novembre non ha più avuto alcun contatto né col compagno che poi si è suicidato né con la madre che vive a Kiev. Neppure le sue amiche, sentite dai carabinieri, hanno saputo dare alcuna indicazione. Sembra svanita nel nulla da quel 15 novembre in cui non ha fatto più ritorno a casa e non è stato più possibile contattarla. Oggi le ricerche riprenderanno nella stessa area delle colline che sovrastano Maser e poi scendono verso Cornuda e Onigo. E le stesse operazioni proseguiranno anche nei giorni successivi finché non verrà trovato il corpo o non si arriverà a escludere che Sofija Melnik possa trovarsi in quella zona. Il campo base da dove vengono coordinate le operazioni di ricerca è stato collocato nello stesso parcheggio in cui è stata trovata martedì mattina la macchina della donna. Lo spiazzo è stato transennato e interdetto ai civili e lì sono stati collocati i mezzi delle forze impegnate nelle ricerche e le tende da dove coordinare le ricerche. Un campo base dove vanno e vengono di continuo carabinieri,
vigili del fuoco, speleologi, uomini del soccorso alpino e della protezione civile che continueranno a darsi il turno nella perlustrazione dei boschi della zona. È pure stata disposta la sospensione temporanea di ogni attività di caccia tra Cornuda, Monfumo, Asolo e Maser. (e.f.)

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon