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Tassa di soggiorno ora per tutti

Dopo Cison gli altri Comuni studiano come concordare il dazio

FOLLINA. È corsa all’introduzione della tassa di soggiorno per molti comuni del Quartier del Piave. Dopo l’esempio della capofila Cison di Valmarino che a inizio ottobre deliberò l’entrata in vigore del dazio sui pernottamenti a partire dal primo dicembre, la questione è arrivata anche sul tavolo del consiglio comunale di Follina, in seduta martedì scorso. Unanimità sull’introduzione che sarà concordata (nelle modalità) da Follina insieme ai Comuni di Valdobbiadene, Miane e Farra di Soligo.

A differenza di Cison dunque, Follina non correrà da sola. Cifre e politiche turistiche saranno in mano all’unione delle quattro amministrazioni che faranno fronte compatto sulle future azioni indirizzate a valorizzare e intensificare il turismo sul territorio, forti di un ricco patrimonio culturale, artistico e ambientale. Se tra proprietari e gestori di attività ricettive la tassa suscita contrarietà e proteste, ha molto successo invece presso gli amministratori locali. Anche per Follina, come già prima per Cison, vale la promessa di utilizzare l’introito derivante dalla tassa di soggiorno in nuovi progetti per favorire il turismo e allargare l’offerta. Le cifre già approvate nel borgo tra “i più belli d’Italia” vanno da un minimo di 50 centesimi a un massimo di un euro e mezzo a notte per persona, a seconda della tipologia della
struttura ospitante: agriturismi, bed&breakfast, alberghi a una stella, hotel a due, tre, quattro e cinque stelle. L’entità della tassa nel territorio comunale di Follina sarà invece decisa di comune accordo con Farra di Soligo, Miane e Valdobbiadene entro fine anno. (s.c.)

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