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Pra’ dei Gai, tutto da rifare Il cantiere slitta di un anno

Il nuovo codice degli appalti impone bandi distinti per progetto ed esecuzione Il sindaco di Portobuffolè: «Bacino di laminazione essenziale, attesa snervante»  

PORTOBUFFOLÈ. Chi abita nei paesi lungo il Livenza si metta il cuore in pace: per i lavori di laminazione del bacino del Pra’ dei Gai i tempi saranno lunghi. Il peggiore degli epiloghi, dopo che la gara d’appalto per i lavori, che dovevano essere assegnati lo scorso 11 luglio, era saltata quando la commissione aveva riscontrato come la busta contenente le offerte economiche fosse stata manomessa. Subito la Regione informò la Procura di Venezia, che aprì un fascicolo per capire cosa fosse successo: un’incredibile errore di un funzionario o qualcosa di peggio? Mentre sono ancora in corso le indagini, la Regione non perde tempo: dopo aver constatato il fattaccio, a Venezia si è subito riunita una commissione interna che ha stabilito la necessità di procedere ad una nuova gara d’appalto.

Ma la sua struttura sarà molto diversa rispetto a quella della gara saltata: se la gara d’appalto sfumata nel luglio scorso era unica per le fasi di progettazione ed esecuzione dell’opera, la nuova gara dovrà essere divisa in due tronconi. «Siamo costretti ad agire così per il nuovo codice degli appalti approvato dal Parlamento alcuni mesi fa» spiega l’assessore regionale alle opere pubbliche Gianpaolo Bottacin «a breve partirà la gara d’appalto per la progettazione dell’opera. Una volta assegnata la progettazione, procederemo ad assegnare l’esecuzione dei lavori». I tempi saranno lunghi: «Senza il nuovo codice degli appalti le tempistiche sarebbero state sicuramente più snelle. Spero che i lavori partano entro la fine del prossimo anno», dice Bottacin. Sempre però che non insorgano nuovi problemi. Tempi così lunghi non fanno che aumentare l’amarezza di Andrea Susana, sindaco di Portobuffolè che chiede da tempo che i lavori vengano realizzati nel più breve tempo possibile: «Siamo qui che aspettiamo anche noi. Senza i problemi emersi a Venezia l’11 luglio scorso, i lavori sarebbero partiti al massimo entro il prossimo febbraio» dice sconsolato il sindaco Susana. I lavori sul Pra’ dei Gai saranno finanziati per intero dalla Regione Veneto, che ha messo sul piatto 25 milioni di euro per creare un bacino di laminazione da 26 milioni di metri cubi che si estenderà sui Comuni di Portobuffolè e Mansuè.

Un’azione fondamentale per garantire la sicurezza idrica di un fiume, il Livenza, che storicamente ha creato non pochi problemi ai paesi che incontra lungo il suo corso. Intanto sono passati
46 anni da quando la Commissione De Marchi, incaricata di capire le cause della gravissima alluvione del 1966, indicò come fondamentali i lavori di laminazione del Pra’ dei Gai. Se tutto andrà bene, il 2019 sarà l’anno buono. Doveva essere invece il 2018.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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