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A Oderzo crolla il muro dell’ex Caserma Zanusso

Oderzo. Manutenzione assente, giù una parte di recinzione della struttura che ospita il centro di accoglienza dei migranti

ODERZO. Crolla il muro di recinzione dell’ex caserma Zanusso che un tempo ospitava circa 500 soldati divisi tra due batterie di artiglieria e una compagnia di fanteria che insieme formavano il 3° Gruppo missili Volturno. Giù la parte che si affaccia su via Cal della Piera. Il crollo sarebbe dovuto al forte vento di sabato e domenica. Nova Facility, la società che gestisce l’hub della Zanusso, sottolinea come il pezzo caduto sia distante dalla porzione di caserma utilizzata per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

La caserma venne chiusa nel 1992, ai tempi della caduta del Muro di Berlino e della dissoluzione dell’Urss. Da allora sulla Zanusso (la cui proprietà è ora dell’Agenzia del Demanio) non vennero più effettuate manutenzioni.

Il crollo del muretto riporta d’attualità il problema delle condizioni degli edifici che compongono la caserma. Sono stati presentati vari progetti che prevedono la sistemazione dell’area, ma nessuno ha avuto un qualche seguito. Ora le strutture sono in condizione precaria: non è un caso che i richiedenti asilo sistemati a Oderzo (ad oggi dovrebbero essere circa 350) non vivano all’interno delle palazzine che un tempo ospitavano gli uffici della caserma e le camerate dei soldati, ma in tensostrutture costruite ormai un anno e mezzo fa dalle società che gestiscono il Cas opitergino, “Edeco Ecofficina Educational” prima e “Nova Facility srl” poi.

Nel tentativo di recuperare un’area importante per la storia della cittadina, la giunta leghista guidata da Maria Scardellato ha proposto a Demanio e prefettura di procedere al frazionamento della caserma Zanusso. Ma prefettura e Demanio non hanno mai accettato le proposte presentate dal Comune. Vogliono che la palazzina comando resti sotto il controllo statale, forse per garantirsi la possibilità di far arrivare a Oderzo nuovi richiedenti se lo Stato dovesse fronteggiare una nuova emergenza. Non molto tempo fa la sezione opitergina dell’Associazione Nazionale Fanti aveva chiesto un intervento sulla caserma: «Vogliamo che la lapide dedicata al fante opitergino Francesco Zanusso sia restaurata e venga portata fuori dalla caserma», aveva chiesto il presidente della sezione, Bruno Querin. Ma quella della lapide

forse rappresenta una minima parte dell’enorme problema in mezzo al quale è immersa la caserma Zanusso. Il rischio è quello che il crollo del muro sia solo il primo di una serie di problemi. La struttura ha ormai una cinquantina d’anni, e da 23 non vengono fatte manutenzioni.
 

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