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Adozioni in crisi: a Treviso sono dimezzate

Treviso. Crisi economica e difficoltà burocratiche: «Dobbiamo reagire». Un trend negativo, quello trevigiano, che riflette l’andamento nazionale: dalle 63 del 2012 alle 35 del 2016

TREVIS. Criticità nell’iter e difficoltà economiche, in pochi anni le domande di adozione nella Marca si sono dimezzate. Un trend negativo, quello trevigiano, che riflette l’andamento nazionale: dalle 63 del 2012 alle 35 del 2016.

Ancor più marcato il crollo nelle adozioni internazionali, che hanno completato il percorso e sono state ratificate: da 44 a 8 nel giro di un lustro. In ambito nazionale, a conferma del ragionamento, i decreti di affido preadottivo sono scesi da 11 a 7. I dati sono stati elaborati dall’Usl 2 e inquadrano bene il momento storico, tanto da indurre il vicesindaco Roberto Grigoletto a evidenziare il fenomeno: «Compito delle istituzione è cercare di fare qualcosa. Nostra intenzione sarà entrare nei quartieri in sinergia con l’Usl, facendo opera di sensibilizzazione». Anche perché mancano i riferimenti in provincia: «Occorre rivolgersi ai Comuni contermini, non ci sono enti che si occupano di adozioni».

Il calo vertiginoso va analizzato a fondo: «La riduzione è un problema nazionale legato in primo luogo alla diminuzione del numero degli italiani adottabili», osserva Pietropaolo Faronato, direttore Servizi Sociali Usl 2, «Nel contempo, sono cresciute le adozioni a rischio giuridico, che contemplano un iter lungo e incerto. Per gli stranieri, in particolare, i tempi s’allungano ulteriormente. Oggi si tratta almeno di tre anni».

I Paesi di provenienza sono anzitutto Russia e Ucraina. A seguire, l’America Latina. I russi non hanno investito sulla questione e non riescono ad assorbire la grande domanda interna. «Non vanno dimenticati i costi enormi che comporta un’adozione», s’inserisce Adriano Bordignon, Centro della Famiglia, «Costi che lo Stato non riconosce, se non sotto forma di rimborsi parziali e a beneficio di certe soglie di reddito. La crisi economica ha inciso in modo pesante».

Basti pensare che la coppia-tipo interessata alle adozioni possiede una casa di proprietà (l’80% non ha figli causa sterilità).

Le riflessioni si sono concentrate sul lancio del convegno in programma domani, alle 18, al Centro della Famiglia di via San Nicolò.

Si potrà assistere alla proiezione del docu-film “Trame”, dedicato al tema delle adozioni e realizzato dalla Onlus "Amici di Don Bosco". Sarà la prima visione pubblica fuori dal Piemonte: 32 minuti di testimonianze, con ragazzi e famiglie a raccontare le rispettive storie.
 

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