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Treviso: profughi al lavoro ai giardini di S. Andrea

Treviso. L’associazione Civico 63 ha organizzato la pulizia del centro. Tensioni alla Serena per gli arrivi da Cona

TREVISO. Richiedenti asilo al lavoro in città, per ripulire dalle foglie cadute e dai rifiuti alcuni angoli del centro, nei pressi dei giardini di Sant’Andrea. Il progetto dell’associazione Civico 63, che lavora per e con le persone senza dimora e in condizione di svantaggio sociale a Treviso, aveva come obiettivo far sentire i profughi protagonisti della comunità che li ospita, ricambiando l’accoglienza con alcuni lavoretti.

Così, armati di ramazza, si sono messi all’opera, assistiti dai responsabili dell’associazione. Un gruppo si è concentrato sui giardini di Sant’Andrea, ripulendo dalle foglie i percorsi pedonali e raccogliendo cartacce e rifiuti di ogni genere. Un altro gruppo si è dato da fare nelle vie accanto ai giardini, riempendo diversi sacchi per l’immondizia. Ieri il gruppo si è messo in posa per le foto di rito, pubblicate sui social dell’associazione, ma anche negli ultimi giorni avevano completato lo stesso servizio. Non è la prima volta infatti che i richiedenti asilo si rimboccano le maniche per rimettere a nuovo alcuni angoli della città, o per aiutare nell’organizzazione di eventi e manifestazioni.

Sempre per restare nell’ambito dei progetti organizzati da Civico 63, i richiedenti asilo si erano dati da fare anche nelle settimane precedenti il festival Carta Carbone, quando avevano aiutato gli organizzatori nell’allestimento. Lo stesso era avvenuto per il Sole Luna festival e prima ancora, in estate, per Suoni di Marca. Mentre le pulizie delle vie del centro storico sono ormai una costante da diversi mesi.

A fronte di un progetto che funziona, però, sempre tra richiedenti asilo venerdì si è registrata qualche tensione all’interno della Caserma Serena. Nella struttura trevigiana, infatti, sono arrivati una decina di richiedenti del gruppo che aveva protestato al centro di accoglienza di Cona, nel Veneziano, mettendosi in marcia per andarsene. La Caserma Serena non era una destinazione loro gradita, a causa della presenza di altre 500 persone al suo interno, e i dieci

arrivati da Cona venerdì si sono quindi rifiutati, in un primo momento, di entrare, salvo poi essere ricondotti a più miti consigli. La protesta è subito rientrata ma poi si è deciso di riportarli via dalla caserma Serena verso altre destinazioni.

 

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