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«I ciclisti non usano le piste»

L’assessore Brugioni fa arrabbiare l’associazione Liberalabici: «Ottusità e mancanza di sensibilità»

CONEGLIANO. E’ polemica sulle dichiarazioni dell’assessore alla mobilità di Conegliano, Claudia Brugioni che, durante la seduta di giovedì sera del consiglio comunale, si è lasciata andare a un’interpretazione personale che a molti non è piaciuta.

La Brugioni, nella risposta all’interrogazione formulata dal capogruppo Pd Alessandro Bortoluzzi sul futuro della viabilità ciclopedonale del Comune ha affermato: «Devo precisare che è vero che in alcuni punti della città mancano le piste ciclabili o le piste ciclabili andrebbero implementate. E’ anche vero, mi sento di dire, che, il ciclista non usa la pista ciclabile. Il ciclista, come è stato nel caso di specie, è un ciclista che non chiede la pista ciclabile».

Il “caso di specie” è quello accaduto sabato 4 novembre al 63enne Francesco Vazzoleretto di Spresiano, colpito a morte dalla portiera di un’auto in sosta, mentre, in sella alla sua bici da corsa, percorreva via Lourdes.

La tragedia si era consumata sotto lo sguardo impotente della figlia 35enne Silvia, che pedalava a poca distanza dal padre. Anche lei coinvolta nell’incidente con traumi fortunatamente non gravi. “Mio padre era una persona molto prudente - aveva commentato qualche ora dopo il dramma la primogenita dell’ex caporeparto della Volpato Industrie di Spresiano – e questa tragedia è accaduta a lui che è sempre stato attento e moderato in tutto”.

“Le dichiarazioni dell’assessore Brugioni – ha commentato Silvia Marina Rossato di Liberalabici Conegliano – sono gravi e gettano nuovamente l’associazione nella sfiducia. Appena lunedì scorso avevamo avuto un incontro per consegnare progetti e osservazioni al Pat, tutto protocollato dall’assessore. Abbiamo da sempre cercato un dialogo con l’amministrazione, ma quanto ora emerso ci sconforta. Il problema qui sono l’ottusità e la mancanza di sensibilità nei confronti della questione. Garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti dovrebbe essere un’urgenza rispetto alla scelta o meno della ruota panoramica, per esempio. Nel caso di via Lourdes, la nostra associazione eveva già fatto presente il problema e la stessa amministrazione aveva ammesso che, dalla precedente, erano stati preferiti i parcheggi per soddisfare le esigenze dei residenti. Ma la sicurezza dovrebbe avere la precedenza su tutto. Le soluzioni per i resto si trovano comunque. Non serve andare lontano per vedere esempi positivi come Treviso. Ma anche il piccolo comune di Revine Lago che ha deciso un importante stanziamento economico per la realizzazione di piste ciclopedonali in paese.
Questa è lungimiranza”.

Per l’amministrazione sarà possibile mettere mano alle ciclabili, anche quella in via Lourdes, una volta approntato il piano generale del traffico nel Comune, influenzato fortemente dall’apertura dell’Amergio Vespucci.

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