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Volpago, muore a 49 anni: la sua lapide social è collegata al blog

Volpago del Montello. Un tumore ha ucciso in pochi mesi Luca Pais Becher, tecnico informatico Abaco. Come lascito crea una pagina web alla quale si accede dal codice QR sulla tomba

VOLPAGO DEL MONTELLO. Un tumore lo ha ucciso in pochi mesi a soli 49 anni. L’informatico di Venegazzù Luca Pais Becher rimarrà però vivo sul web. Sapeva che la sua sorte era segnata, è spirato martedì 14 novembre. «Luca ha voluto fare un sito, www.lucapaisbecher.wordpress.com , in cui si racconta. È stato lui la mente dei contenuti e io il suo braccio operativo», spiega sua moglie Elena Fregolent, responsabile dell’ufficio cultura del Comune di Volpago.

Dopo i funerali, che si svolgeranno sabato 18 novembre nella chiesa di Venegazzù, la sua salma sarà cremata, ma Luca continuerà a parlare con chi andrà in cimitero a rendere omaggio alle sue ceneri. La sua tomba sarà infatti dotata di un codice QR che consentirà di accedere al suo sito tramite lo smartphone.

Il defunto era responsabile ced (centro elaborazione dati) alla Abaco Spa di Montebelluna. Da appassionato informatico, laureato all’università di Udine, era anche un maker, termine inglese che indica gli artigiani digitali che costruiscono attraverso il fai da te robot e apparecchiature elettroniche, e si era anche dedicato ad attività di promozione di quest’attività tra i giovanissimi. Nel suo sito l’informatico prematuramente scomparso ha descritto il suo calvario degli ultimi mesi, ma ha anche dato un messaggio di speranza. Ci sembra giusto lasciare le ultime righe di questo pezzo a Luca Pais Becher: «Mio padre Antonio proviene da Auronzo di Cadore, mia madre Anice Bon è invece volpaghese doc, entrambi sono morti negli anni novanta. Non ho né fratelli né sorelle, ma avrei voluto averne.

Il mio grande amore è Elena, ma purtroppo non abbiamo avuto figli. Mi è sempre piaciuto creare, inventare cose nuove e vivere insieme agli altri le sperimentazioni e le emozioni di progettare e fare cose inedite e originali. Ho partecipato alla Maker Fair di Roma nel 2013 con la mia “The Machine of Answers”, guadagnandomi

il Merit of Maker: una gran bella soddisfazione. Ringrazio i medici e gli infermiere che mi hanno assistito e Il mio augurio è che tutti possano vivere una vita felice, piena di piccole e grandi avventure, contornata di amore e di affetto, come quella che ho vissuto io».
 

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