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Salvi la piazza e lo S’cieson a Castelfranco

Salvatronda. Pace fatta tra le due fazioni divise sull’abbattimento dell’albero. Il sindaco di Castelfranco: «Andiamo avanti con il progetto per il nuovo centro del paese»

CASTELFRANCO. Arriva in Comune la lettera dei commercianti di Salvatronda: «Non si abbandoni il progetto per il rifacimento della piazza della frazione e garantire così maggiore sicurezza in prossimità delle scuole elementari e attività commerciali».

E il sindaco Stefano Marcon assicura: «Non mettiamo da parte il lavoro dell’architetto Gianluca Pelloia, ma andiamo avanti con la piazza tentando di salvare lo S’cieson». Pace fatta tra le fazioni del paese che in questi giorni hanno dibattuto in merito all’abbattimento del bagolaro di 132 anni e alla revisione dell’assetto urbanistico di via Centro. L’accordo sembra ora raggiunto: modificare il progetto cercando di salvare lo S’cieson. A scrivere i paragrafi della lettera, che ieri è stata recapitata nella cassetta della posta del municipio, sono stati Gianpaolo Morandini e Daniele Fiorin, il primo, esercente di via Centro, il secondo, consigliere del comitato frazionale.

«Ogni giorno passano in negozio un centinaio di cittadini di Salvatronda», spiega Morandini, «non ho trovato un singolo individuo che si sia espresso negativamente in merito al progetto che l’amministrazione ha valutato per Salvatronda». Si sono sentiti in dovere, quindi, di dare voce a quella parte di cittadinanza, che nella serata di mercoledì non è riuscita ad «urlare più forte» di quanti erano invece a favore del mantenimento dell’assetto urbanistico, «pur di salvare lo S’cieson».

Ora, sembra che l’intesa sia stata raggiunta. L’amministrazione è riuscita a trovare conforto nei tanti che si sono accodati alla lettera di Gianpaolo Morandini e Daniele Fiorin. «Il progetto presentatoci dall’amministrazione», scrivono i due, «è un invito a riflettere sulla responsabilità che ciascuno di noi ha nel lasciare un mondo migliore di come l’ha trovato».

E ancora: «Un esempio per tutti è la vecchia chiesa che a metà settecento è stata votata alla ricostruzione ex novo. È facile immaginare quanti, anche allora, si siano trovati nella triste posizione di perdere un monumento a loro familiare e ricco di tradizione; ma il paese è andato avanti pensando al futuro, e fu incaricato un famoso architetto per regalare a noi, vecchi e giovani di oggi,

la nostra splendida chiesa». Non mancano nella lettera anche alcune osservazioni: «Il progetto necessita di alcune modifiche in materia di parcheggi, andrebbe infatti migliorato per garantire una migliore posizione in prossimità dei negozi».


 

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