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«Mio figlio dimenticato dall’ospedale di Montebelluna»

Papà denuncia: tre ore e mezza di inutile attesa in Pronto soccorso a Montebelluna per un ragazzino ferito durante l’allenamento di rugby

MONTEBELLUNA. Dopo tre ore e mezza di inutile attesa in Pronto soccorso senza che il ragazzino fosse visto da un medico e, dopo che altri con lo stesso codice ma arrivati successivamente erano già stati chiamati, la mamma decide di riportarlo a casa.

«Ringrazio il servizio sanitario della saltuaria nonché unica richiesta di aiuto effettuata nell’arco di molti anni», dice amareggiato il padre, Roberto Bianchi. Dal Pronto soccorso fanno sapere che sabato pomeriggio c’è stato un continuo afflusso di utenti e nessuno con lo stesso codice è passato avanti se non pazienti già in cura da inviare nei reparti. Tutto è nato con scontro di testa con un compagno di squadra durante l’allenamento della Under 14 di rugby. Il medico presente in campo aveva visitato il ragazzo e aveva detto che tutto era a posto, ma il giorno dopo la faccia si era gonfiata all’altezza del sopracciglio. Di qui la decisione dei genitori di portarlo in Pronto soccorso.

«Arrivati alle 14.24, dopo aver effettuato l’accettazione, ci si prestava ad essere visitati», racconta Roberto Bianchi, «Classificati con codice bianco mio figlio e la mamma hanno aspettato pazientemente. Dopo 2 ore e 30 minuti sono state chieste spiegazioni sulla lentezza della presa in carico della richiesta. I pazienti presenti si chiedevano il criterio di entrata e analisi del problema, essendo i codici bianchi esaminati con apparente disordine. Pazienti in codice bianco arrivati dopo mio figlio venivano presi in carico prima. Evidenziato all’accettazione il tempo di attesa trascorso e la situazione di disagio, oltre ad avere come paziente una persona in età pediatrica, che solitamente viene inviata in reparto per la presa in carico del problema, la segreteria rispondeva che sarebbero stati sollecitati i medici per accelerare la diagnosi. Dopo un’ora la situazione era ancora uguale, con mio figlio e mamma in attesa in sala, senza aver ricevuto alcuna visita preliminare e senza conoscere lo stato di avanzamento della pratica. Sollecitata nuovamente la segreteria, non ricevendo risposte adeguate, mio figlio e la mamma decidevano alle 18 di abbandonare il Pronto soccorso senza ricever le cure del caso. Ad oggi non sappiamo se il trauma facciale possa avere conseguenze, e se l’ematoma possa influire

sulla capacità visiva dell’occhio».

«C’è stata una affluenza continua di codici bianchi quel pomeriggio», spiegano in ospedale, «e chi è stato chiamato prima era già in cura e doveva essere inviato nei reparti. Quando il ragazzo è stato chiamato non c’era più».
 

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