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Conegliano, la protesta: «A Natale dormirò in municipio»

Patrizia Sale, di Conegliano, riprende la battaglia per un alloggio Ater al piano terra: assiste una sorella in carrozzina

CONEGLIANO. Da nove anni attende che le venga assegnato un alloggio Ater che non arriva mai. Il tribunale le toglie, circa un mese fa, la pensione di reversibilità dell’ex marito defunto cancellando così l’unica entrata su cui poteva ormai contare. La vita della coneglianese Patrizia Sale è giunta, proprio alla vigilia del periodo natalizio, a un drammatico bivio che la costringerà a lasciare, entro fine novembre, l’appartamento in cui abita in affitto se il Comune non le tenderà una mano.

«Sarò obbligata a passare il Natale al gelo, senza un tetto sotto cui ripararmi, io e tutta la mia famiglia. La mia casa sarà la loggia del municipio», annuncia la donna che ha già inoltrato due lettere di richiesta di aiuto al sindaco Fabio Chies.

La storia di Patrizia è legata indissolubilmente alla sfortunata vicenda della sorella Liliana, 54 anni, affetta da sindrome di down e costretta in carrozzina a causa di un ictus. Patrizia si prende cura a tempo pieno della parente da quando la madre è venuta a mancare e, con lei, divide un appartamento al secondo piano di una palazzina di Conegliano. La vita di Patrizia è scandita dai ritmi e dalle necessità di Liliana e quella di Liliana dipende interamente dalla presenza di Patrizia che la segue e l’accompagna in tutte le operazioni quotidiane, anche le più semplici.

Persino uscire di casa è estremamente difficoltoso per la coppia di donne perché, la carrozzina che serve per il trasporto di Liliana, non passa attraverso le porte dell’ascensore. La 54enne gravemente disabile, per poter prendere una boccata d’aria, deve essere trasportata a peso giù dalle scale fino al piano terra. Stesso faticoso iter per rientrare a casa. La situazione è resa ancora più drammatica perché a viverla quotidianamente è anche il figlio quindicenne di Patrizia, residente con la madre e la zia disabile.

Da circa nove anni Patrizia chiede un alloggio Ater che non le è stato però assegnato finora. Il colpo di grazia è arrivato lo scorso mese con la decisione del tribunale di toglierle la pensione di reversibilità dell’ex marito defunto. Patrizia è precipitata nella disperazione che l’ha condotta, come estremo tentativo, davanti al sindaco di Conegliano per chiedere sostegno e una possibile soluzione.

«Sembrava stesse cambiando qualche cosa – racconta la donna ormai disperata - e invece mi sento ancora presa in giro. Mentre il sindaco aveva detto che fino a quando non si risolveva la situazione avrebbero pagato l'affitto di casa, il

coordinatore ai servizi sociali ha sostenuto invece che l'affitto verrà pagato solo questo mese. Mi era stato proposto un alloggio Ater, peccato che si trovasse al secondo piano senza ascensore. Nonostante le promesse siamo sempre allo stesso punto».


 

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