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Carbonera, papà di 43 anni stroncato da un tumore

Originario di Meolo, Simone Colletto da sei anni risiedeva a Mignagola di Carbonera. Aveva lavorato in edilizia, poi era diventato dipendente di Contarina

CARBONERA. Il suo sorriso stroncato per sempre da una malattia: Simone Colletto, padre di 43 anni, non ce l’ha fatta. Nella notte tra sabato e domenica, con accanto i suoi familiari e il personale della Casa dei Gelsi dell’Advar, ha esalato l’ultimo respiro. I funerali di Simone Colletto, originario di Meolo, si svolgeranno domani, mercoledì 15 novembre, alle ore 10.30 nella chiesa Parrocchiale di Mignagola.

Era proprio in questa frazione, nel comune di Carbonera, che sei anni fa Colletto si era trasferito per vivere con la moglie e il figlio Tommaso.

Si era stabilito nella Marca e qui aveva iniziato a stringere nuovi rapporti di amicizia: Colletto era nato a San Donà di Piave e prima del matrimonio era cresciuto a Losson della Battaglia, una piccola frazione di Meolo, in provincia di Venezia, dove la sua famiglia era molto conosciuta. Con il padre Gianfranco, morto alcuni anni fa, Colletto aveva lavorato nell’azienda edile di famiglia: una storica realtà che però, a causa della crisi del settore, aveva dovuto chiudere i battenti e dichiarare fallimento nel 2015. Da quell’anno il giovane padre di famiglia aveva iniziato a lavorare per Contarina, un impiego a tempo determinato che però non ha avuto la possibilità di rinnovare. I primi sintomi della fatale malattia che ha portato alla sua prematura e tragica morte nel frattempo erano già insorti. Un anno fa aveva iniziato a soffrire di forti mal di testa e dolori allo stomaco. Dopo essersi sottoposto agli esami diagnostici è emersa la presenza di una massa tumorale che, malgrado l’asportazione effettuata dai medici dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, si è ripresentata a distanza di mesi. Con il passare del tempo, nonostante le ripetute sedute di radio e chemioterapia, le condizioni di salute dell’uomo non sono migliorate: lo scorso 29 settembre si è verificata una nuova ricaduta e l’inevitabile ricovero all’ospedale. Gli ultimi giorni della sua vita, Simone Colletto li ha trascorsi nella struttura dell’Advar. Coletto, oltre alla moglie Alessandra e il giovane figlio, lascia la mamma Renata e la sorella Vania. Da domenica i famigliari si sono stretti in un riservato e doloroso silenzio. Al loro lutto si unisce il cordoglio degli amici, che nel tempo aveva

saputo conquistare con la forza del suo sorriso. Un sorriso a cui domani, parenti e conoscenti potranno dare un ultimo saluto. Per la cerimonia, al termine dalla quale la salma di Coletto sarà cremata, saranno gradite eventuali offerte a favore dell’Advar.


 

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