Quotidiani locali

Asco alla Corte dei Conti esposti contro 20 Comuni

Nel mirino le amministrazioni favorevoli alla fusione di Ascoholding in Asco Tlc I privati presentano anche ricorsi al Tar per impugnare le relative delibere

Oltre 20 esposti alla Corte dei Conti, sezione di controllo, contro altrettanti Comuni che hanno optato per la fusione di Ascoholding in Asco Tlc, come adeguamento alla legge Madia. E questo, dicono gli autori dell’esposto, configura un danno erariale.

E altrettanti ricorsi al Tar, per impugnare le relative delibere davanti ai giudici amministrativi: «Sono illegittime», dicono i ricorsi. Puntando, in caso di vittoria, a chiedere l’estromissione dalla società.

E poi, un’altra manciata di ricorsi differenziata, per i Comuni come Castelfranco. E infine, un pacchetto di denunce penali, nei confronti di altrettanti comuni: negli atti si ravvisano gli estremi del «falso in atto pubblico»: Ponte di Piave, Salgareda e Crocetta sicuramente, ma al vaglio si sono anche gli atti e gli allegati di altri Comuni. Plavisgas l’aveva annunciato: sarà guerra legale, sul futuro del colosso Asco, sull’applicazione delle riforma Madia e non solo. E ora, dopo gli annunci, le indagini, gli accessi atti nei diversi municipi, passa all’azione. La cordata che fa riferimento a Massimo Malvestio e il cui ad è Oscar Marchetto, che detiene l’8,62% di Ascoholding, casa madre del gruppo di Piave di Soligo e controllante della quotata Ascopiave, ha aperto il fuoco, contro i municipi che, in base al parere legale dell’avvocato scaligero Simone Rossi, e alla linea sostenuta dalla Lega e da un parte del centrodestra, e da alcuni sindaci del Pd quarelliano, hanno deliberato la fusione della holding in Tlc, e non la fusione inversa nella quotata Ascopiave, opzione che secondo Plavisgas era l’unica possibile perché i Comuni non dovessero vendere le loro azioni. Al di là della Madia, riforma nata per eliminare i carrozzoni non virtuosi di controllate e partecipate pubbliche (e non è il caso di Asco) lo scontro riflette l’abisso di visioni e strategie sulla gestione attuale e futura di Asco, che si estende a piani futuri, nomine nei cda (i privati contestano il ritorno in Ascotrade di Busolin, Zaia boy, che non ha titoli di studio e curriculum adeguato, secondo il fondo Amber).

Da ieri e per tutta la settimana l’avvocato Vittorio Domenichelli, per conto della società degli imprenditori veneti, depositerà gli atti giudiziari.

C’è chi parla di almeno 70, fra ricorsi, denunce ed esposti, chi addirittura di più, perché Plavisgas si riserva di agire anche in sede civile, tanto più se Ascoholding ratificherà la scelta della fusione in Tlc. Intanto, trapelano i nomi dei Comuni pro Tlc contro cui la cordata privata ricorre in tutte le sedi: Sernaglia, Zenson, Meduna, Salagreda, Tarzo, Moriago, San Fior, Vidor, Miane, Gorgo al Monticano, Chiarano, Ponte di Piave, Orsago, Cordignano, Godega, Portobuffolè.

Gli esposti alla Corte dei Conti chiedono anche di valutare se ci siano gli estremi per interessare la Procura contabile pubblica.

E Ascoholding? Il presidente Giorgio Della Giustina attende le ultime delibere dei Comuni (c’è chi sta riadottando delibere diverse dalla prima).

I primi conteggi dicono che poco meno del 40% dei Comuni ha optato
per la fusione in Tlc, meno del 20% per quella in Ascopiave (cui va aggiunto l’8,6% dei privati), un altro 15-20% ha lasciato opzione aperta, un altro 15-17% non si è espresso. Una volta ricevute tutte le delibere, sarà convocata l’assemblea dei sindaci.

Andrea Passerini

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon