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«Prete umile, nel nostro cuore è già santo»

Le testimonianze e i ricordi di don Paolino Carrer, di monsignor Giuseppe Nadal e di Aldo Toffoli

VITTORIO VENETO. C’era anche don Paolino Carrer, già parroco di Serravalle, ieri a Belluno per rendere il primo omaggio al venerabile Albino Luciani. Di Luciani, allora vescovo di Vittorio Veneto, Carrer è stato segretario per alcuni anni e lo ricorda con affetto, tanto – afferma – da pregarlo come già fosse un santo, non solo un beato. Il miracolo? Sicuramente è necessario ai fini canonici, ma la devozione per Giovanni Paolo I - afferma mons. Giuseppe Nadal, anche lui ieri a Belluno – non ha bisogno dei riconoscimenti ufficiali. Una devozione che sfida il tempo. Nel 2018 saranno passati infatti 40 anni dall’elezione e dalla morte di Luciani. Ieri, per rendergli omaggio nella cattedrale dove è stato ordinato prete, è salito un intero pullman di pellegrini da Farra di Soligo e dal Quartier del Piave, organizzato da don Brunone in poche ore.

A concelebrare la funzione, insieme al cardinale Beniamino Stella, anche il vescovo di Belluno, il trevigiano di Crespano del Grappa Renato Marangoni.

I preti ordinati da Luciani non dimenticano, nella ricca aneddotica di quegli anni quando l’allora vescovo si inginocchiò davanti ad un suo prete per chiedergli scusa di un giudizio affrettato e per perorare l’assoluzione. Molto vicino ai problemi dei lavoratori, Luciani, sempre da vescovo di Vittorio Veneto, incoraggiava Rina Biz, a quel tempo dirigente aclista, a mobilitare le coscienze dei cristiani perché facessero proprio il disagio vissuto dal popolo delle fabbriche. Era stato proprio lui, Luciani, a sostenere i primi preti operai, anche a difenderli quando venivano criticati dall’interno della chiesa. Problematico il suo rapporto con il denaro. "Se mai ho pensato al denaro – scrisse il 9 agosto 1962, quindi da vescovo di Vittorio Veneto - , l’ho fatto in maniera piuttosto staccata, idealistica, come quando ho ricordato il miracolo della moneta trovata nel pesce sventrato e mi sono augurato che l’economo del seminario andasse a sventrare in alto mare una balena addirittura, ricavando di che pagare le spese". Due sacerdoti, in quegli anni, furono autori di un grave ammanco, di cui si fece carico la diocesi. "Mons. Luciani – testimonia Aldo Toffoli,
coordinatore di un libro che sarà dato presto alle stampe – non si dava pace dei danni subiti da tanta gente che aveva affidato i propri risparmi a questi sacerdoti e volle risarcirla vendendo alcuni beni della diocesi, anche se non era tenuto a farlo".

Francesco Dal Mas

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