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Latte, multe milionarie agli irriducibili

Altri due casi a Cimadolmo e Gorgo per le quote non rispettate. Le categorie: «Chi non ha pagato finora ha sbagliato»

TREVISO. Nell’ultimo mese un allevatore di Gorgo al Monticano si è visto recapitare una cartella da un milione e 400 mila euro da pagare entro cinque giorni, un suo collega di Cimadolmo dovrà pagare un milione e mezzo, mentre un terzo, Nevio Marcon di Conegliano, ha denunciato pubblicamente di aver ricevuto una cartella da 1,5 milioni. Piovono multe milionarie sugli allevatori di Marca che non hanno ancora risolto il contenzioso sulle quote latte. Sono tre i casi già accertati, ma le associazioni di categoria temono che, dopo la sentenza di ottobre della Corte di Giustizia Europea, altre cartelle milionarie firmate dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura raggiungeranno gli “irriducibili” che, in tutti questi anni, non hanno mai pagato le multe per il latte prodotto in eccesso.

Dopo il caso di Marcon, allevatore di Collalbrigo, altre due aziende agricole hanno ricevuto la stangata. Si tratta in entrambi i casi di realtà importanti, da un centinaio di capi ciascuna. Le posizioni dei loro titolari risalgono agli anni Novanta, quando - come molti altri colleghi - sono stati responsabili della produzione di latte oltre le quote previste. Non potranno contare sull’aiuto delle associazioni di categoria, che prendono le distanze da chi ha scelto di “resistere” e non pagare quando ce n’era la possibilità. «Casi di questo genere non sono molti, ma per tutti stanno arrivando conti a sei zeri» spiega Giuseppe Facchin, presidente Cia Treviso, «non si tratta di cifre estratte a caso da un cilindro, ma di contenziosi aperti molti anni fa. Si sapeva che la stangata prima o poi sarebbe arrivata, ma ci sono state almeno due sanatorie dall’inizio della vicenda a oggi. Chi ha tenuto duro lo ha fatto secondo una scelta individuale». Da Cia non arriverà alcun aiuto: «Non abbiamo mai preso posizione. Chi ha scelto di non pagare può aver fatto bene o male, ma si è preso la responsabilità della scelta».

Ancora più diretta Coldiretti, con il presidente provinciale Walter Feltrin: «Chi ha resistito è stato mal consigliato. Noi abbiamo sempre chiesto a tutti di mettersi in regola, pur restando contrari al sistema delle quote che ha penalizzato tutto il sistema allevatoriale. C’erano le possibilità di chiudere i contenziosi, ora che anche la Corte di Giustizia si è espressa sono sicuro che avremo altri casi». In questi anni c’è chi è stato costretto a chiudere (lo stesso Marcon,
a Conegliano, ha chiuso il suo allevamento) e chi ha acquistato le quote. «Guardate che non c’è niente di diverso rispetto a quello che succede con le quote per il prosecco» conclude Feltrin, «in quel caso però nessuno protesta».

Andrea De Polo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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